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Attualità | venerdì 20 luglio 2012, 08:45

Tavola rotonda per confrontarsi sulla crisi a Borgo San Dalmazzo

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Il primo appuntamento convocato mercoledì dal sindaco Beretta con le associazioni di categoria

Il tavolo sulla crisi di Borgo

“Non abbiamo la bacchetta magica, ma attraverso il confronto e il dialogo, potremmo trovare qualche soluzione per alleviare gli effetti delle crisi sulle ditte di Borgo San Dalmazzo”. Questo era lo scopo dell’incontro con le associazioni di categoria convocato dal sindaco Gian Paolo Beretta. “Questo tavolo può diventare permanente o comunque proporsi come confronto periodico con le diverse categorie, per creare sinergia e collaborazione”.

Alla riunione erano presenti rappresentanti di Coldiretti, Cna, Confartigianato, Ascom Cuneo, Confindustria, Cisl. Ciascuno ha spiegato come la crisi ha colpito il proprio settore e proposto eventuali soluzioni, già in atto o ancora da sviluppare. Tra i presenti, il settore che ha sentito meno la crisi è quello dell’agricoltura, come ha spiegato il segretario Secondo Arneodo. “Il mondo agricolo ha patito di meno, ma naviga comunque a vista: i pressi della frutta sono gli stessi da 2-3 anni. Se non cambia nulla si rischia che non ci sia più la possibilità di assumere personale. La zootecnia dava qualche possibilità, ma ora è ferma. Bisogna tutelare il “made in Italy”; solo in questo modo l’agricoltura può dare risposte al Paese. Se è invasa dall’importazione di prodotti non italiani, ma venduti come tali, soccombe”.

Massimiliano Campana, della Cisl di Cuneo, ha fotografato la situazione attuale. “Cosa offre il nostro territorio? Ci sono ditte che faticano a trovare professionalità adeguate, perché non sono adatte alle esigenze delle aziende. È importante la formazione. La crisi, partendo dal lavoro, colpisce anche le famiglie”. Situazione confermata anche da Patrizia Dalmasso, direttore di Cna. “È difficile trovare la manodopera; chi è laureato pensa di sminuire il proprio titolo, dedicandosi all’artigianato, ma essere imprenditore può dare grandi soddisfazioni. Stanno cambiando le regole dell’apprendistato proprio per favorire una buona formazione. È importante fare rete e confrontarsi, avere una progettualità comune. Per Borgo San Dalmazzo, l’artigianato è lo zoccolo duro dell’economia”.

Luigi Isoardi, presidente di Ascom Cuneo. “Il clima non favorisce gli acquisti. Anche chi potrebbe spendere, non spende. Non si investe. Le difficoltà più grandi per le aziende sono nello sblocco del credito. Alcuni aiuti concreti sono già in atto”. Roberto Pecollo, presidente di zona di Confartigianato ha esortato un intervento più consistente da parte del Comune per sostenere le aziende, aumentando il sostegno già in atto e alleggerendo la pressione fiscale su ciò che è competenza del Comune. Ha sparato a zero anche sull’apprendistato. “Un apprendista costa troppo ad un’azienda. Certe professionalità spariscono perché nessuno riesce ad assumere apprendisti: costano troppo alle imprese e non sanno lavorare”.

“Per l’industria il quadro è molto buio – ha spiegato Stefania Bergia, rappresentante di Confindustria -. La crisi è generalizzata. Il territorio di Cuneo ha avuto un impatto minore, ma ora è arrivata anche qui. Le nostre aziende hanno una grande senso di responsabilità e, da parte nostra, tutto il sostegno possibile, dalla consulenza preventiva ad altri interventi. Il tasso di disoccupazione è raddoppiato, ma abbiamo aziende che dichiarano esubero di personale, altre che non ne trovano di adeguatamente formato. Per questo abbiamo attivato uno strumento chiamato “Borsalavoro”, dove sono raccolti i curricula dei lavoratori e le aziende che cercano personale possono trovarlo esperto. La disoccupazione colpisce e colpirà soprattutto i giovani. Nei prossimi anni il problema sarà più serio e più grave”.

 

Barbara Reghezza

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