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Al Direttore | mercoledì 01 agosto 2012, 10:19

Quando il politico vota le Leggi in Parlamento e poi tuona contro di esse in Provincia

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Lettera dell'ex assessore Giuseppe Lauria in merito a questioni aperte quale la soppressione dei tribunali

Giuseppe Lauria

Gentile Direttore,

l’altra settimana su un prestigioso quotidiano, ho letto un interessante dibattito riguardante la necessità di salvaguardare la presenza sul territorio di questo o quell’altro tribunale, con argomentazioni, certamente legittime se pronunciate da un privato cittadino, ma quanto meno opportuniste e, addirittura, ipocrite, se espresse da chi dovrebbe occuparsi di amministrare la cosa pubblica, in nome di un interesse territoriale superiore.

In Provincia qualcuno vedrebbe di buon occhio una soluzione contro natura, l’ennesima presa in giro da parte di una politica interessata unicamente alla propria sopravvivenza: si promuove, e neppure in maniera tanto velata, la fusione di Mondovì con Alba, magari – immagino - con la costruzione di una via veloce di collegamento per permettere di ovviare ai problemi di percorrenza tra i due centri.

Questo in un momento come quello attuale, quando sarebbe legittimo pretendere risposte logiche da chi è pagato per trovare soluzioni alle problematiche della propria gente che, contrariamente a lui, non ha più certezza di lavoro e di reddito.

Permettetemi di soffermarmi su un aspetto particolare della questione.

Mi ha colpito quanto asserito dal parlamentare monregalese Costa, il quale, nonostante sia il relatore della legge che tende alla soppressione dei citati tribunali (per mia mamma, ricordo che stiamo parlando di Saluzzo, Mondovì e Alba), riesce – probabilmente anche per effetto dell’imminenza delle elezioni politiche – a dire esattamente il contrario di quello che, credo, sosterrà – facendo parte di una maggioranza – in Parlamento. Il nostro, in questo caso, rispetta appieno una tendenza consolidata nella nostra Provincia.

In effetti, in passato, le doppie verità hanno permesso ai politici cuneesi di essere sempre “a posto”: in Parlamento votando, in nome di un non meglio precisato interesse superiore e forse senza neppure una completa comprensione, leggi che ci hanno condotto alla situazione attuale, salvo poi, sul territorio, esprimere assoluta contrarietà nei confronti degli effetti del dettato normativo.

E’ sufficiente, credo, ricordare le battaglie sul territorio per la difesa dei piccoli ospedali, con tanto di discesa in campo di assessori regionali e Ministri. Gli stessi che poi, là dove conta, hanno fatto registrare defezioni illustri o votazioni a favore delle soppressioni stesse. Cosa dire, poi, delle inutili (non in quanto tali, ma perché fatte a babbo morto) battaglie, ora a difesa dell’Università, ora a salvaguardia della Guardia di Finanza. E quante ancora potremmo elencarne solo per il Monregalese.

Ricordo, a proposito, la chiusura del Cottolengo, storico punto di riferimento assistenziale per un intero territorio e la recente riduzione delle linee ferroviarie.

In conclusione, credo che sarebbe ora, di smetterla di indossare il doppio, triplo vestito, iniziando seriamente a considerare con uno sguardo un po’ più lungimirante il destino collettivo di una terra (la nostra Provincia) che ha permesso a tanti suoi figli di realizzare i propri “desideri” ma che da questi ultimi poco, se non nulla, ha ricevuto in cambio.

Sarebbe interessante, visto che il nuovo “capitolo” sarà quasi certamente la Sanità (ASL, Ospedali, LEA, ecc.), conoscere in anticipo, se, ovviamente, lo riterrà utile, il pensiero di questo illustre conterraneo che tra l’altro è figlio del già Ministro della Salute Costa.

Cordialità

Lauria Giuseppe

 

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