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Al Direttore | giovedì 02 agosto 2012, 15:22

Ottenere la concessione per Levaldigi significa allineare lo scalo in modo competitivo al mercato del trasporto aereo

L'ingegner Mario Rosso replica in modo diretto all'articolo del segretario PDCI Oliviero Diliberto

Egregio Ex Ministro Dilimberto

Fortunatamente appartiene alla schiera degli EX. Mentre condivido l'affermazione che una delle condizioni di sopravvivenza di GEAC, e non di Levaldigi, sia la concessione per l'affidamento gestionale, mi permetto di non condividere affatto il contenuto del resto dell'articolo.

La sua è una visione che continua a vedere la centralità dell'azione dello stato in funzioni che ormai non sono più considerate tali dalle politiche Europee, come la fattispecie dei trasporti pubblici.

Solo una miope visione che vede SOLO nell'intervento Pubblico la sopravvivenza di una attività che è principalmente economica e competitiva, come il trasporto aereo, può arrivare alle conclusioni affrettate di morte annunciata.

La delegazione, in partenza per Roma, che cercherà di ottenere un Diritto acquisito da GEAC in anni di investimenti e duro lavoro e che gli spetta senza se e senza ma, non implica che in automatico lo stato debba procedere a quei finanziamenti preclusi dalle leggi Europee, ma altresì da alla GEAC quella possibilità di mettersi in modo competitivo e in con pieno titolo nel mercato del trasporto aereo.

Non bisogna aver paura della concorrenza, sempre che sia su basi leali e senza interferenze di sorta - tipo la mancata gestione della torre di controllo a carico di ENAV che costa a GEAC di oneri impropri oltre 350.000€/anno -, e se si è convinti del proprio ruolo e della necessità di questa offerta sul territorio, è importante crederci e PROVARE.

Rosso Mario, Busca

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