Cronaca | venerdì 25 aprile 2014 04:26

Newsletter

Iscrivendomi acconsento al trattamento dei dati personali secondo le norme vigenti.

Ricerca

Cronaca | venerdì 03 agosto 2012, 16:37

Truffe agli anziani: la famiglia Riviera in sei mesi si intasca oltre 70mila euro

Condividi |  

Fermata l'azione del gruppo che agiva in tutta la provincia. Accertate truffe a Demonte, Villanova, Lesegno, Priola, Peveragno, Morozzo, Rocca de' Baldi, Fossano, Villar San Costanzo, Dronero, Saluzzo, Sant'Albano e Castelletto Stura

La conferenza stampa al comando provinciale(copyright targatocn.it)

Custodia cautelare in carcere per i reati di furto, rapina, lesioni, sequestro di persona ed estorsione per i fratelli Lucia e Giacomo Riviera, 51 e 38 anni. I due, già pregiudicati, agivano con altri due familiari che sono stati sottoposti ad obbligo di dimora. I carabinieri del Reparto Operativo, dopo oltre 6 mesi di indagini condotte d'intesa con la Procura della Repubblica di Cuneo, ritengono d'aver interrotto l'attività criminale di uno dei gruppi più attivi sul territorio. Alla famiglia Riviera, di etnia sinti soggiorante tra i comuni di Cuneo e Caraglio, sono circa 20 gli episodi contestati nell'ordinanza emessa dal GIP. I reati messi a segno sarebbero da circoscrivere tra fine 2011 e maggio 2012 in diversi comuni della Granda, almeno 13.

Le vittime prescelte sono anziani, spesso soli, abitanti prevalentemente in zone più isolate rispetto ai centri dei piccoli paesi. Era spesso la donna, camuffata, a presentarsi alla porta in qualità di una rappresentante delle forze dell'ordine o di un'impiegata del comune o delle poste. La scusa era la solita della verifica dell'autenticità delle banconote in possesso dell'anziano. Se la vittima non opponeva alcuna resistenza si provvedeva alla sottrazione dei soldi e di monili vari presenti in casa, magari anche con l'aiuto di un complice che si intrufolava mentre l'anziano era distratto. Se invece la vittima si insospettiva la truffatrice passava alle minacce verbali ("Possono arrivare delle multe" o "Chiamo il maresciallo") oppure alle minacce fisiche con l'ausilio di un coltello o con percosse come accaduto ad una ultra ottantenne di Demonte nel gennaio 2012, prima minacciata con una lama poi rinchiusa in uno sgabuzzino. 

Ma i militari stanno analizzando altri 35 episodi ascrivibili al nucleo familiare. "Quella delle truffe agli anziani è una violenza prima morale poi materiale che si compie nei confronti della categoria" hanno spiegato in conferenza stampa Mario Simeoni, comandante del reparto operativo, e il Colonnello Francesco Laurenti, comandante provinciale dei carabinieri. I consigli dell'Armai, che continua costantemente l'opera di prevenzione, sono i soliti: non tenere valori in casa, aumentare il livello di solidarietà tra vicini e residenti e sapere che le forze dell'ordine non vanno nelle abitazioni a controllare le banconote.

L'incidenza delle truffe ai danni di anziani, stando ai dati ufficiali, è dello 0,2% rispetto ad una popolazione ultra settantenne di 92mila persone. I casi registrati dall'Arma ogni anno sono circa 150 in tutta la provincia, ma ovviamente non si conosce il dato sommerso. I truffatori, da parte loro, sono sempre più ingegnosi e la loro tecnica si affina nel tempo. Si camuffano spesso e i mezzi di trasporto utilizzati sono diversi oppure allo stesso mezzo cambiano tinta di carrozzeria o targa. Pochissimi sono gli indizi certi che lasciano sul territorio, per questo aumenta il grado di difficoltà d'indagine.

FrAi

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Link Utili|Scrivi al Direttore