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Eventi | 28 luglio 2013, 08:28

Concorso parole e immagini: tutte le poesie vincitrici a Mellana di Boves

Tiziana Monari e Stefano Borghi sono i due vincitori

Concorso parole e immagini: tutte le poesie vincitrici a Mellana di Boves

Poesie vincitrici a Mellana di Boves


Disse ti amo:

Disse ti amo

mentre mani separavano mani

e lei diveniva figura lontana

irraggiungibile

Disse ti amo

rivolgendosi al cuore coperto

da un camice a righe e un numero

che cancellava la dignità e il nome

Disse ti amo

e lo videro sorridere

come uno sciocco

anche quando le gambe furono così esili

da non riuscire a reggere

neppure l’anima

Disse ti amo

nelle notti rannicchiate di ossa contro ossa

mentre il pensiero solcava il filo spinato

a cercare il conforto delle stelle

Disse ti amo anche quando come fumo

passò dal camino

nuvola libera, sognò di diventare pioggia,

cadere sul volto di lei

a riempirle gli occhi

a lavare il dolore


Stefano Borghi

Cornaredo, Milano


Alle cinque della sera:


Ed io muoio ogni giorno alle cinque della sera

deriso, cieco, sospinto e calunniato

chino nella sabbia sconsacrata di una arena

tra le risa degli astanti

arreso all’infinita lacrima del sogno

ad un vuoto tra le spine, ad un urlo straziato di giovenca

vedo solo buio sopra i fioriti davanzali

e timidi ventagli, e donne con camicie fresche di bucato

colori forti ed una chitarra sospinta tra gli scanni

tutto si piega, si asciuga sotto il sole

il sangue ed il flamenco

gli embrici curvati sulla fragile arenaria

quando il pelo lucente è trafitto dal pugnale

ed un uomo armeggia tra le mie ossa chiare

spegne le tempie, la mia vita

discende tra le tibie, buca il mio ventre

come falco lanciato sulla preda

c’è un odore sommesso di letame, il lezzo scuro della morte

mentre io lentamente dondolo, barcollo

mi capovolgo senza vita in un bemolle lento

le zampe in aria, a danza ferma, nell’arpeggio dei cedri che si alza.

È polvere la morte, è sangue che zampilla, ogni giorno striscia sul grano lieve

e mi trafigge il cuore, ancora ed ancora

ogni volta alle cinque della sera.

In un cerimoniale lento, che si ripete all’infinito.


Tiziana Monari

Prato

c.s.

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