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Attualità | domenica 10 novembre 2013, 14:58

Carlo Parri da Pisa, con “Cecafumo” si è aggiudicato il Segnalibro d'Oro messo in palio da “Esperienze in Giallo” di Fossano

Un plauso unanime è stato indirizzato agli altri tre finalisti del Premio: la romana Agnese Accattoli con “La verità di via del Pesce Luna”, la cuneese Grazia Castiglioni con “Rapsodia di un delitto”, e un altro pisano doc, Gian Cosimo Grazzini e il suo “Non succede mai niente”

Carlo Parri da Pisa, con “Cecafumo” si è aggiudicato  il Segnalibro d'Oro messo in palio da “Esperienze in Giallo” di Fossano

Un delitto, anzi ufficialmente un suicidio nella Roma del Fascio, delle leggi razziali e dello Stato di polizia un po' cinico bene incarnato dal commissario capo Barra, soprannominato “l'acchiappatore”; vittima dell'improbabile insano gesto, un illustre luminare accademico di origini ebree, il professor Parma, ex docente di diritto penale dello stesso ufficiale di polizia. Il quale non tarda affatto, sulla base delle risultanze comunicategli dell'autopsia e di un sopralluogo - ovviamente non autorizzato dall'alto - compiuto sulla salma sepolta nel cimitero del Testaccio, a ricostruire una versione diversa da quella verbalizzata, risalendo alla giovane vedova, ex allieva della vittima ed ex fiamma proprio dell'”acchiappatore”, e a un certo Arturo, nella storia con un crescendo di tensione che ha condotto, oltre che alla scoperta dei colpevoli, anche alla vittoria dell'autore del racconto, lo scrittore Carlo Parri da Pisa, che con “Cecafumo” si è aggiudicato per il secondo anno consecutivo il Segnalibro d'Oro messo in palio dalla kermesse letteraria “Esperienze in Giallo” di cui si è svolta sabato, nella riqualificata Chiesa del Gonfalone, la cerimonia di premiazione dei quattro finalisti della sedicesima edizione del Premio come di consueto condotto e coordinato dal patron Enrico Serafini.

Lo stile espressivo schietto, diretto e senza perifrasi del sessantacinquenne scrittore toscano, alternato a digressioni psicologiche molto avvincenti e foriere di ulteriore tensione della trama, hanno nuovamente fatto convergere su di lui la prestigiosa Giuria d'onore.

Una edizione che ha vinto la sfida dell'austerity - spiega il patron Serafini - dimostrando come anche in tempi non facili sul piano economico come gli attuali sia possibile realizzare iniziative assolutamente ambiziose in campo culturale. Il grazie mio personale e di tutto lo staff di "volontari volenterosi" va agli sponsor storici, dalla CRF alla Fondazione CRT al Comune, e alle vitali realtà socio-economiche fossanesi che scommettono sulla buona cultura come fattore di sviluppo economico turistico”.

Un plauso unanime è stato indirizzato agli altri tre finalisti del Premio: la romana Agnese Accattoli con “La verità di via del Pesce Luna”, la cuneese Grazia Castiglioni con “Rapsodia di un delitto”, e un altro pisano doc, Gian Cosimo Grazzini e il suo “Non succede mai niente”.

C.S.

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