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Attualità | venerdì 31 gennaio 2014, 11:33

Un contributo per il progetto dell’Archivio Storico Comunale di Savigliano

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L’associazione “Piemonte ebraico ONLUS” di Torino ha erogato 2.500 a favore del progetto relativo al restauro di un catasto medievale, risalente al 1394. Nel registro si trovano presumibilmente le prime tracce documentarie della presenza ebraica in Piemonte.

L’associazione “Piemonte ebraico ONLUS” di Torino, nella persona del suo presidente Marco Luzzati, ha erogato a favore del Comune di Savigliano un contributo di € 2.500 a favore del progetto redatto dall’Archivio Storico Comunale relativo al restauro di un catasto medievale, risalente al 1394. Nel registro si trovano presumibilmente le prime tracce documentarie della presenza ebraica in Piemonte. Nella consegna giurata del saviglianese Ludovicus Beiamus si fa riferimento infatti ad una torre dei Beggiami detta “de Salamono”, espressione che potrebbe riferirsi alla presenza in Città di un banco di prestiti ebraico. Grazie a questa preziosa pagina del catasto, sarà possibile, con il cofinanziamento del Comune di Savigliano, restaurare l’intero volume e recuperare una fonte di grande importanza per la storia saviglianese.

Di seguito le iniziative in programma per la giornata di sabato 1 febbraio 2014

Ore 15/19 – Via Cambiani

Mostra “Savigliano ricorda… la comunità ebraica e le leggi razziali” a cura dell’Archivio Storico Comunale.

La mostra, allestita nello spazio urbano che ospitava il ghetto ebraico cittadino, propone un itinerario alla scoperta delle tracce che una delle più antiche comunità ebraiche piemontesi, quella saviglianese, ha lasciato nei documenti d’archivio. Sarà possibile pertanto leggere direttamente lettere, disegni, circolari, manifesti, certificati che documentano la storia degli ebrei saviglianesi dal secolo XVI fino alle persecuzioni razziali del secolo scorso.

 

Ore 17,30 – Via Palestro

Lezione-concerto  di Luca Lanzi e Francesco Moneti.

Organizzato in collaborazione con TRS Radio.

Luca Lanzi, cantante e compositore (e insegnante di scuola primaria) della band aretina Casa del Vento e Francesco Moneti, violinista e chitarrista dei Modena City Ramblers (ma con Luca Lanzi anche co-fondatore della Casa del Vento) propongono una lezione-concerto nella quale vengono raccontate, attraverso le canzoni realizzate in questi anni dalla Casa del Vento, alcuni episodi legati al tema della Shoah e delle tragedie provocate dalla dittatura nazi-fascista nel periodo 1943-45.

La band di Arezzo realizzò infatti un album dal titolo “Sessant’anni di Resistenza” nel quale si raccontano i principali tragici massacri subiti dalla popolazione e dai partigiani da parte dell’esercito tedesco occupante con spesso il supporto di italiani aderenti alla RSI. Per colpa delle leggi razziali emanate da Mussolini nel 1938 tantissimi ebrei furono deportati. La Casa del Vento, con un lavoro di ricerca, ha raccolto in questo album le storie di uomini, donne e bambini vittime di questa follia, e i profili di figure importanti della Resistenza, nonché il viaggio senza ritorno degli ebrei Carolina Lombroso e dei suoi quattro bambini verso Auschwitz, e del marito Eugenio Calò che morirà nella strage di San Polo.

E’ pertanto attraverso le canzoni ed il linguaggio musicale che Luca e Francesco cercano di far cogliere il significato di certi eventi che hanno sconvolto quel periodo della storia italiana, per contribuire nella società odierna a consolidare quei valori democratici necessari  alle nuove generazioni.

 

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