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Attualità | 03 settembre 2014, 13:33

Il professor Aldo Alessandro Mola protagonista assoluto di una puntata di "Voyager"

Lo storico cuneese ha parlato di Massoneria negli Stati Uniti e auspica di: "poter fare una puntata sulla Granda, perché anche qui ci sono molte cose da raccontare"

il professor Aldo Alessandro Mola

il professor Aldo Alessandro Mola

Il professore cuneese Aldo Alessandro Mola, storico ed editorialista del “Giornale del Piemonte”, è intervenuto nella puntata di “Voyager” del 1 settembre condotta da Roberto Giacobbo, sullaMassoneria negli Stati Uniti d'America.

Gli abbiamo posto tre domande: "Come è stato contattato da Giacobbo?"

"Ho la fortuna di collaborare con Roberto da almeno quindici anni. Sono intervenuto in molte sue trasmissioni su temi storici, dai Templari a Napoleone, dal Risorgimento all'Antico Egitto. Insieme abbiamo realizzato due approfondimenti su Giosue Carducci e su Giuseppe Mazzini. Insieme  parlammo di massoneria esplorando la sede della Gran Loggia d'Italia a Palazzo Vitelleschi in Roma. Roberto è un professionista rigoroso ed è anzitutto uno studioso appassionato. Quando affronta un tema lo studia in tutti i suoi aspetti. E poi si pone dal punto di vista di chi se lo troverà davanti per la prima volta e si porrà tante domande. Giacobbo sta dalla parte del telespettatore. E anche del lettore, perché -  va ricordato - è anche autore di molti saggi di ampio successo".

"Ma perché parlare proprio della Massoneria degli Stati Uniti, della Gran Loggia dello Stato di New York?"

"Perché quella è una storia emblematica. La maggior parte dei presidenti americani, a cominciare da Washington  e  Roosevelt, furono massoni. Allora bisogna bene decidersi: se personaggi di tale valore furono massoni, vuol dire che la massoneria non è un'organizzazione malavitosa. Vuol dire che  i massoni non sono affatto assatanati, complottisti, scomunicati... Non solo. Negli Stati Uniti, come del resto in Inghilterra, Belgio, Francia, la massoneria vive alla luce del sole.

Anche in Italia ha sedi aperte a tutti, è aperta al dialogo, da decenni organizza mostre, conferenze, pubblica libri. A Voyager Roberto ha narrato una parabola: far conoscere la massoneria americana per far capire quella dell'Europa e della stessa Italia. Ha anche ricordato che nella Gran Loggia di New York vi sono i ritratti di massoni italiani come Giuseppe Garibaldi, Antonio Meucci, l'inventore del telefono, e tanti altri uomini di talento".

"Ora una domanda più leggera: lei che lo conosce bene, si sa spiegare perché secondo lei Giacobbo è bersagliato da Crozza?"

"Anzitutto perché è famoso. Adolfo Sarti (oggi ingiustamente dimenticato) mi ripeteva spesso che la gente perdona tutto tranne il successo. Ebbene, sin dai tempi di “Stargate” anno dopo anno Roberto ha conquistato posizioni. E' un gran lavoratore. Non per caso gli è stato conferito il massimo riconoscimento nell'ambito del Premio Acqui Storia 2012. Gli studiosi gli debbono molto. Nei suoi programmi accompagna sempre la narrazione con l'indicazione di libri da leggere. Per Roberto la televisione non sostituisce affatto la lettura: anzi, ne è il principale stimolo. Insomma, fa un lavoro culturale di prim'ordine.

Auspico che venga a perlustrare anche la Provincia Granda, così ricca di storia e di meraviglie nascoste".   

 

NaMur

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