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domenica 30 novembre 2014, 12:31

Langhe-Roero e Monferrato: coltivare un patrimonio Unesco

La tutela del paesaggio vitivinicolo è diventata la priorità numero uno. Cosa comporta l’iscrizione alla World heritage list

A pochi mesi dal riconoscimento Unesco a Langhe-Roero e Monferrato, la tutela del paesaggio vitivinicolo è diventata la priorità numero uno. Cosa comporta l’iscrizione alla World heritage list? Come conservare il titolo e salvaguardare il sito? Quale gestione delle coltivazioni? Giovedì 4 dicembre un seminario per rispondere a queste domande.

La Federazione Interregionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali del Piemonte e Valle d'Aosta giovedì 4 dicembre 2014 alle 14,30 organizza presso i Tenimenti Fontanafredda di Serralunga d’Alba (Via Alba 15 – Sala Nebbiolo) un seminario dal titolo “La gestione del territorio agroforestale nell’area UNESCO di Langhe-Roero e Monferrato” per affrontare le ricadute sul territorio del riconoscimento Unesco insieme a popolazione e specialisti del settore.

Il sito ha un’estensione di oltre dieci mila ettari e tocca 29 comuni nelle tre province di Cuneo, Asti e Alessandria. I paesaggi vitivinicoli del Sud Piemonte sono il frutto del lavoro dei contadini di Langhe, Roero e Monferrato che da generazioni lavorano i versanti delle colline per produrre vini di successo mondiale e una bellezza paesaggistica unica al mondo. «È il cinquantesimo sito iscritto dall’Italia nell’elenco Unesco – commenta Marco Bonavia, Presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali della Provincia di Cuneo, ma è il primo di cui si riconosce espressamente la dimensione culturale del territorio rurale. Un’affermazione di importanza storica perché certifica il valore delle tradizioni agricole che hanno plasmato quel paesaggio e che ne sono diventate una componente fondamentale e caratterizzante».

Mentre i francesi della Borgogna e della Champagne aspettano ancora il loro turno, in Italia la tutela del paesaggio vitivinicolo d’eccellenza è diventata un motivo di vanto. «Per mantenere il titolo bisogna salvaguardare il sito, quindi conservare le viti e proteggerle dalle malattie – spiega Marco Devecchi, Presidente dell’Ordine astigiano – Uno fra tutti, la Flavescenza dorata, un fitoplasma che attacca la vite (in particolare la Barbera) provocandone la morte. Questo è solo uno dei motivi per cui i vigneti di Langhe, Roero e Monferrato vanno monitorati: la nostra categoria è, e sarà, a fianco dei viticoltori in tutte le fasi di coltivazione per la tutela delle colline piemontesi e del loro inestimabile valore economico e culturale».

Apriranno i lavori gli interventi di Alberto Valmaggia, Assessore regionale all'Ambiente, Urbanistica, Programmazione territoriale e paesaggistica, Sviluppo della montagna, Foreste, Parchi, Protezione Civile, Gualtiero Freiburger, Assessorato all'Agricoltura, Roberto Cerrato, Presidente del Centro Studi sul Paesaggio Culturale delle Langhe, e Andrea Sisti, Presidente del Consiglio dell'Ordine Nazionale dei dottori Agronomi e dottori Forestali. Seguiranno le relazioni di Marco Devecchi, Presidente dell’Ordine dei dottori Agronomi e dottori Forestali della Provincia di Asti, e dei dottori agronomi Alberto Mallarino, Edoardo Monticelli e Claudia Costa. Al termine degli interventi è prevista una tavola rotonda che chiamerà professionisti del paesaggio, rappresentanti della Regione Piemonte, Sindacati agricoli e delegati del Corpo Forestale a confrontarsi sul tema. Modera i lavori Carlo Cerrato.

Informazioni e iscrizioni: 011/4373429 odaf.piemonte-valledaosta@conaf.it

c,s.

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