/ Attualità

Attualità | 11 maggio 2015, 09:02

E’ morto a 95 anni Victor Salvi, fondatore della fabbrica di arpe di Piasco, conosciuta in tutto il mondo

Non ancora confermati il giorno del funerale e il luogo della camera ardente che dovrebbe essere nell’azienda piaschese

Victor Salvi

Victor Salvi

Lutto nel mondo della musica. E’ morto a Milano, all’età di 95 anni, Victor Salvi, musicista, liutaio e costruttore delle celebri arpe. Nato a Chicago nel 1920, da genitori italiani, in una famiglia di musicisti, portò a Piasco, nel 1974, la rinomata azienda, la N.S.M  (Nuovi strumenti musicali) fondata a Genova nel 1957, le cui arpe suonano nei maggiori teatri del mondo, dalla Scala, al Metropolitan di New York, al Bolshoi.

Al momento non è ancora confermata la data del funerale e il luogo della camera ardente, che dovrebbe essere nella sede della "Salvi Harps"a Piasco. 

Una storia da romanzo quella di Victor Salvi, eccellente arpista e imprenditore di successo, con la passione per la musica fin da bambino, ultimo di sei figli di un liutaio veneziano, Rodolfo Salvi, trapiantato a Viggiano, cittadina del sud Italia rinomata per la fabbricazione delle arpe, per la cultura della musica popolare e l’arpa "portativa" strumento che i complessi girovaghi suonavano per le vie del mondo.

All'inizio del XX secolo la famiglia Salvi  si trasferì negli Stati Uniti a Chicago e la passione per questo strumento segnò per sempre il destino di Albert, Aida e Victor. Albert fu definito dal celebre Nicanor Zabaleta come "il più grande arpista di tutti i tempi". Aida diventò compositrice e arpista dell'Opera di Chicago; Victor arpista della Philharmonic Orchestra di New York e della NBC Orchestra diretta da Arturo Toscanini che lo nominò prima arpa sotto la sua direzione.

Ma la vera passione di Victor Salvi si rivelò essere quella costruire lo strumento musicale "degli dei" ereditando la capacità imprenditoriale dal padre. Costruì la sua prima arpa nel 1954 e iniziò a portare i suoi prototipi in giro per il mondo, avvicinandosi al mercato europeo e alle origini italiane, stabilendo la sua prima dimora a Londra, poi a Villa Maria vicino a Genova.

Qui, nel 1957 fondò l’azienda di costruzione, affiancato dallo scenografo e artigiano Parodi, nel compito di costruire un’arpa che sapesse suonare “in modo dolce come un sussurro” o con la “potenza e le svariate sfumature di una intera orchestra”.

Negli anni ’70, convinto dalla capacità specializzata e dall’ambiente artigianale della Valle Varaita adatto alla costruzione dello strumento, trasferì la produzione prima a Manta poi a Piasco nello stabilimento che fu sede dell’ex-cotonificio  Wild e che ora produce circa 2000 arpe l’anno, suonate dall’80%degli arpisti del mondo, in prima fila quelli delle più importanti orchestre internazionali. 

Nella Salvi Arps “NSM” lavorano una novantina di dipendenti, personale specializzato nelle varie fasi costruttive: dalla cassa armonica, alla verniciatura, alla doratura, all’accordatura.

"Non ci si improvvisa liutai " - affermò il maestro Salvi in una intervista in cui spiegava come si costruisce lo strumento: 2000 pezzi di meccanica, 130 parti in legno e corde tese fino a 1800 kg.

Tra le iniziative promosse dal fondatore un concorso europeo di composizione "Women Composers –Premio Victor Salvi" e nel 2005 l’inaugurazione del museo dell’arpa, unico al mondo, voluto da Salvi, grande collezionista di strumenti antichi.

Il museo include anche un laboratorio aperto a qualsiasi istituzione o privato che intenda far restaurare la propria arpa antica.

Victor Salvi aveva attivato numerose collaborazioni con il territorio e in particolare a Saluzzo con la Scuola di alto perfezionamento musicale.

Le sue arpe sono oggetto di ammirazione in svariate mostre e rassegne. 

Vilma Brgnone

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium