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Al Direttore | 10 agosto 2015, 08:00

Mondovì: una nostra lettrice, madre e imprenditrice monregalese, si schiera con il comune contro i "rave parks"

Riceviamo e pubblichiamo

Mondovì: una nostra lettrice, madre e imprenditrice monregalese, si schiera con il comune contro i "rave parks"

Gentile Direttore,

sono una cittadina monregalese, una mamma, e un imprenditrice, e sono contenta che il comune abbia preso la decisione di vietare l'accattonaggio e il consumo di alcolici nelle zone urbane pubbliche.

I parchi pubblici non sono dei "rave parks", essi servono ai cittadini per rilassarsi, per portare i figli a giocare, e per gli anziani o per chi ha voglia di incontrarsi e sedersi su una panchina per fare semplicemente due parole. Ma oggi quando una persona va al parco trova ragazzi che si ubriacano, o gente di una certa età che prende il sussidio e lo spende in sigarette e in alcol, e poi non si cura neppure di metterle in un cestino ma le lascia a terra, perchè si pensa che qualcuno magari ci penserà.

Gli unici parchi del monregalese in cui si può ancora portare i nostri figli, perchè si è sicuri di non trovare schifezze, sono quelli gestiti dai religiosi in quanto i volontari vegliano e puliscono in continuazione.

Chi incita a fare un pic nic all'aperto vada piuttosto nei vari parchi e si porti dei volontari per ripulirli, così si renderà conto che forse l'ordinanza del comune a senso! Oppure almeno proponga delle soluzioni ragionevoli.

Grazie dell'attenzione,

Lettera firmata

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