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Al Direttore | lunedì 10 agosto 2015, 11:30

"Ripopolare la montagna grazie agli immigrati": l'associazione Alte Terre si schiera con l'UNCEM

Riceviamo e pubblichiamo

Gentile Direttore,

le dichiarazioni dell’assessora regionale all’immigrazione Monica Cerutti, che vuole ripopolare i borghi montani con i migranti, chiariscono quanto detto il 17 giugno scorso dall’on. Borghi, pres. nazionale UNCEM, alla presentazione del Rapporto Montagne Italia alla Camera dei Deputati: “La montagna capace di accogliere: i comuni delle Terre Alte luogo di forte innovazione, anche grazie agli immigrati. Nostre comunità luogo di integrazione”.

L’attuale momento storico europeo ha evidenti quanto sottaciute similitudini con cosa succedeva nel 4° e 5° secolo quando un Occidente, con un esercito ormai mercenario, alle prese con un monoteismo antagonista e in piena crisi economica e istituzionale, cercava di gestire al meglio flussi migratori che, almeno all’inizio, non avevano ambizioni di conquista, ma cercavano solo di sopravvivere. Flussi di migranti che contribuirono al “declino e caduta” di un occidente che stava liquefacendosi e che non resse all’impatto.

Ebbene, nessuna di queste genti si fermò sulle Alpi, che furono popolate solo secoli dopo quando signori illuminati garantirono “libertà e buone vianze” a coloro che sceglievano di farsi montanari.

Ora che proprio “libertà e buone vianze” quassù sono sotto attacco, parlare delle Alpi come “luogo di forte innovazione anche grazie agli immigrati” è fuori luogo, fuori tempo e fuori dalla storia e per noi denuncia approccio amatoriale o strumentale a questioni che meritano ben altra attenzione.

Le Alte Terre si meritano altre strategie, altri progetti e un altro approccio, ridateci “libertà e buone vianze”, solo così si ripopolano i borghi alpini.

Le valli non possono diventare il luogo in cui scaricare emergenze che non si è in grado di gestire, non siamo il tappeto sotto il quale nascondere quanto altrove è di troppo.

Dr. Giorgio Alifredi, Presidente Ass.ne Alte Terre

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