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Attualità | lunedì 11 gennaio 2016, 11:15

La morte di David Bowie ci ricorda che Cuneo è sempre stata una città che non guarda lontano

Un post di Castoldi: Bowie doveva essere l'artista di punta dei concerti in piazza Galimberti nel 2004. Il Comune decise di non investire sull'evento e non se ne fece nulla

photo by Adam-Bielawski

E' piuttosto evidente: Cuneo è una città incapace di creare eventi di primo livello. Di quelli che riempiono le piazze creando cultura.

L'Illuminata, ci sia concesso, ha riempito le piazze ma di cultura ne ha creata davvero poca. Per trovare un binomio di questo tipo bisogna, ovviamente, spostarsi nelle Langhe. Due eventi su tutti: Collisioni o il Festival dei nuovi media di Dogliani.

A ricordarcelo, interviene su Facebook Alberto Castoldi, fondatore e anima del Nuvolari Libera Tribù, una delle associazioni più attive della provincia per la promozione della musica.

Scrive Castoldi: La seconda edizione dei concerti in piazza Galimberti a Cuneo (la prima aveva avuto Patti Smith, Marlene Kuntz, Cristina Donà) doveva avere come head liner David Bowie. Non si fece mai perchè il Comune decise che la prima edizione aveva avuto troppe lamentele sul contributo erogato a confronto dell'effetto che ne era derivato. Era il 2004. Per me è stato un progetto abortito ed un concerto di un artista immenso peduto. Per il Comune un po' di soldi risprmiati.
Per me un grande rammarico, riacceso oggi dalla notizia della morte del Duca, per la mia città non so, forse solo acqua che scorre sul marmo
".

Magari interesserà a pochi, sappiate solo che a Cuneo potevamo avere David Bowie ma per il Comune i soldi da spendere erano troppi. Meglio investire su eventi meno rumorosi. O sperare di veder passare Sting o Bono, ma senza lasciarli cantare. 

bsimonelli

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