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Saluzzese | domenica 17 gennaio 2016, 21:14

Carlotta: un anno in Wisconsin... per amare l’Italia!

Carlotta Baravalle ha 18 anni. Ha frequentato il liceo linguistico Soleri di Saluzzo e tra le sue passioni ci sono la fotografia ed i libri….ed ovviamente i viaggi!

Carlotta Baravalle ha 18 anni. Ha frequentato il liceo linguistico Soleri di Saluzzo e tra le sue passioni ci sono la fotografia ed i libri….ed ovviamente i viaggi! L'ultimo suo viaggio risale a quest'estate: un "coast to coast" europeo. 

 

Quando sei partita per la tua prima avventura all’estero?

La mia occasione di vivere all’estero l’ho colta da liceale, nonostante in realtà fosse un sogno che coltivavo fin dalle medie. Durante il liceo, quindi ho vissuto per un anno all'estero.

Ho sempre avuto l'indole da viaggiatrice, se così si può chiamare, ma il sogno americano è quello che è sempre prevalso su tutti gli altri. Sognavo una vita totalmente diversa dalla mia e ammetto che alcuni romanzi della letteratura americana mi hanno influenzata parecchio nella scelta. 

Nell'agosto del 2014 sono partita con la mia valigia e il mio zainetto per un anno in Wisconsin, USA. Il Wisconsin è uno stato del Midwest degli Stati Uniti, uno di quelli di cui scrive Kerouac, con laghi immensi in ogni dove e dove si vedono spesso le praterie che ricordano tanto il mito americano di cui tanto si parla.

 

Che scuola frequentavi?

Frequentavo una scuola superiore americana, la Stevens Point Area Senior High, più comunemente conosciuta come SPASH. Era una scuola grandissima, enorme e questa sua immensità, a dire il vero, non mi ha permesso nemmeno di conoscerla tutta e mi è stato sempre difficile orientarmi ed integrarmi.

Eppure non posso negare che tutta quella meraviglia mi ha messo di fronte anche ad incredibili lati positivi: mi sono sentita amata da tutta la comunità di studenti ed ho avuto un milione di possibilità per corsi, laboratori e gruppi sportivi. La mia era una scuola finanziata da un ente privato quindi ognuno di noi aveva un computer in regalo, offerto dalla scuola stessa e le classi erano veramente molto interattive ed innovative. 

A Stevens Point mi sono fatta amici che sono sicura saranno per la vita e ho vissuto veramente ogni singolo attimo. 

Sono stata molto fortunata, perchè oltre alle conoscenze meravigliose che ho fatto, la mia famiglia ospitante viaggiava tantissimo. Siamo stati parecchie volte in Florida, in Minnesota, sia in Nord che in Sud Carolina, in Georgia, in Michigan e nell'America Centrale, per non parlare di Chicago, in cui abbiamo fatto tappa un milione di volte. Grazie a loro ho la fortuna di poter chiamare casa non solamente il Wisconsin, ma gli Stati Uniti più in generale.

 

 

E come sono questi Stati Uniti?

Gli USA hanno davvero troppi lati positivi, mi è difficile sceglierne solo alcuni. Posso dire di amare il loro orgoglio per la propria patria, il sistema scolastico in cui i tuoi professori sono anche ottimi confidenti e la loro propensione a non stare mai con le mani in mano: si deve sempre trovare qualcosa di utile da fare. Ammiro molto la loro meritocrazia, cosa che sento sia difficile da trovare allo stesso modo in Italia. 

E poi, sono le esperienze che lego a quel posto che me li fanno sembrare ancora più meravigliosi!

C’è un grande rispetto per lo sport, qualunque esso sia, che si è conciliato a perfezione con la mia sportività: ho fatto parte di una squadra di basket e sono stata il capitano della squadra di tennis, con tutta la scuola che tifava alle nostre partite.

Non dimenticherò mai i giorni a tema organizzati dalla scuola in cui ci siamo travestiti in occasione di Halloween o quando è stata organizzata una festa…in pigiama!

Poi, che dire dell’aria della Florida!? Quell’ odore e quei colori sentiti e visti per la prima volta scesa dall'aereo...che nostalgia!

Il momento che però resterà sempre con me è il giorno in cui sono salita sul palco con tocco e toga per ritirare il mio diploma, con i miei amici e la mia nuova famiglia che faceva il tifo per me: lì mi sono sentita molto orgogliosa di me stessa!

 

E poi sei tornata in Provincia Granda…

Forse è normale, a quest’età sentirsi persa, a volte, senza la propria famiglia. La mia famiglia che mi indicasse la “retta via” piuttosto che essere dall’altra parte del mondo e dover sapere scegliere sempre per conto mio, ma ho preso le scelte giuste, ho vissuto un anno incredibile ed è incredibile sentire di essere cresciuta così tanto “solo” vivendo lontano. 

Sono rimasta colpita dalla mancanza che sentivo dell’Italia, stare lontana è come se mi avesse fatto prendere consapevolezza di tutti i meravigliosi pregi della mia madrepatria.                                                                    Di solito si sente dire l’esatto contrario, ed invece a me,  il nostro essere così ospitali,  sempre felici, il fatto che troveremo sempre un modo per rilassarci e soprattutto di divertirci, mi hanno fatto amare di più il mio paese, più di quanto non facessi prima. E mi hanno permesso di capire quanto sono stata fortunata ad essere nata in un paese di provincia, in cui la vicinanza e la “piccolezza” si trascrivono in valori ed amicizia.

Mi sono sempre portata dentro la mia casa e la mia città e c'erano momenti in cui mi mancava così tanto da togliere il fiato, mi sono mancati la mia famiglia ed i miei amici, in un modo quasi indescrivibile.

Eppure, che dire…io in America ci voglio tornare! Se non per il college, il più presto possibile, e dal momento che ci sono alcune Università che mi hanno proposto di frequentare i loro corsi, lascio aperta la porta… e si vedrà.

Non c'è un solo giorno in cui io non pensi a quello che ho dovuto lasciare oltreoceano… ma non c’è un solo momento in cui io non pensi a quanto sia buono il nostro cibo: quindi, per favore, americani, fate un giro in Italia per capire cos'è il vero cibo!!

 

Giulia Manzone

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