Attualità - 22 marzo 2016, 19:33

Per la prima volta nella storia di Levaldigi il bilancio cambia colore: dal profondo rosso al verde speranza

Un utile di 20 mila euro, non si era mai visto. Merlo: "È un piccolo passo verso una nuova era per lo scalo cuneese. Ora a mancare e' soprattutto l'ottimismo e la fiducia. Credetemi, unendo le forze ce la possiamo fare"

L'aeroporto di Levaldigi

L'aeroporto di Levaldigi

"Per la prima volta in vita sua, l'aeroporto di Levaldigi ha un bilancio in positivo: un bel più che si aggira sui 20 mila euro".

Lo dice con una certa soddisfazione, il cavalier Amilcare Merlo, l'imprenditore cuneese, fondatore della multinazionale che porta il suo cognome e che produce mezzi di sollevamento venduti in tutto il mondo. E ne ha tutte le ragioni, visto che la sua crociata a favore dello scalo, iniziata poco meno di un anno fa con la determinazione che lo caratterizza, ha portato ad un risultato che non si era mai visto prima, ossia un bilancio che non vira verso il rosso. "Non voglio assolutamente medaglie per questo primo passo, che è frutto di un lavoro di squadra. Il mio obiettivo è piuttosto quello di stimolare un ottimismo che è sempre mancato nei confronti di Levaldigi - sottolinea Merlo -. E se non condividevo, ma potevo comprendere, il poco sostegno nel momento in cui lo scalo sembrava destinato a fallire, ora che stiamo risalendo la china, pian piano, vorrei che istituzioni e aziende, credessero nel rilancio di questa struttura che è un bene per il territorio della Granda e per tutta la comunità".

"Partito da sottoterra", come dice l'imprenditore cuneese, Levaldigi - ed il suo consiglio di amministrazione - ha dato prova che le sinergie, la volontà, l'intraprendenza - che distingue gli imprenditori della nostra provincia - possono fare molto per arrivare là dove nessuno pensava si sarebbe potuto arrivare. "La situazione negativa dell'aeroporto - prosegue Merlo - era dovuta anche ad un totale disinteresse di tutti: operatori turistici, istituzioni, imprenditori, politici. Forse i cuneesi non hanno percepito fino in fondo la valenza e la potenzialità di poter contare su uno scalo. Quello appena raggiunto è un piccolo obiettivo ma possiamo dire che siamo soddisfatti. Si, siamo contenti - ribadisce Merlo -, perché non solo lo scalo è sopravvissuto ma ha creato anche un piccolo utile che può servire per generare fiducia ed ottimismo". La parola d'ordine per l'imprenditore Merlo è solo e sempre una: concretezza.

Ed è per questo che chiede al territorio una "collaborazione attiva e reale, per poter risalire la china. Perché la Granda merita un aeroporto che deve diventare un trampolino di lancio per l'economia. Non pensiamo solo ad oggi ma guardiamo al futuro. Quale domani possiamo garantire ai nostri figli? Creiamo ora, che ne abbiamo le possibilità, un terreno fertile sul quale i nostri giovani potranno lavorare e crescere, senza essere costretti ad andare all'estero. Levaldigi è una grande risorsa, non distruggiamola". Dagli albergatori delle montagne cuneesi a quelli delle colline di Langa, dalle aziende piccole e grandi fino alle banche, ai politici ed alle istituzioni, Amilcare Merlo chiama tutti a rapporto, affinché una opportunità come questa non vada perduta. "Ognuno di noi deve fare la sua parte - prosegue l'imprenditore cuneese -, del resto paghiamo le tasse, per cui le istituzioni hanno il dovere di investire il denaro, il nostro denaro, sul territorio. Inoltre l'aeroporto ha molte possibilità di crescita che ancora non sono state sfruttate. Dai voli per un turismo religioso, quelli per Lourdes partiranno a maggio, ai voli per i turisti che vogliono visitare la Granda. Penso ai tedeschi, ai francesi e agli olandesi, che amano molto il Cuneese. Senza trascurare che molte aziende del territorio hanno attività fuori dall'Italia e Levaldigi potrebbe essere lo scalo ideale per raggiungere le mete estere".

Quello appena ottenuto dallo scalo di Savigliano, e' "un obiettivo di passaggio", come lo ha definito Merlo, ma fondamentale per andare avanti e permettere a Levaldigi di volare davvero. 

Ma l'imprenditore Merlo - abituato a raggiungere anche le mete più difficili - conclude con una considerazione che vuole essere soprattutto un appello a chi crede nel futuro della Granda, ed azzarda: "A Levaldigi più che i soldi, servono ottimismo e fiducia"

NaMur

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