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Eventi | domenica 17 luglio 2016, 22:02

Mirabilia 2016: a una settimana dalla fine del Festival un bilancio di ciò che rimane negli occhi e nel cuore (guarda la gallery)

Sono state 170 le repliche andate in scena e ognuna ha portato con sé un sogno e un messaggio

Con la luna fra le dita - foto di Attilio Mancino

Si è concluso domenica 10 luglio il Festival Internazionale Mirabilia e ha portato in scena tra Collegno, Alba, Monforte, Saluzzo, Savigliano e Fossano oltre 170 repliche di spettacoli. Alcuni sono stati atti unici come la strepitosa camminata sulla fune tesa, lunga 60 metri, che ha portato Andrea Loreni ad attraversare piazza Santarosa a Savigliano suonando la corda, amplificata, insieme alla sottostante orchestra d’archi. Uno spettacolo, “No Gravitiy for Monks”, che ha tolto il fiato ai presenti: suoni distorti, nella costante precarietà di un uomo solo a decine di metri d’altezza.

Ma Mirabilia non è solo spettacolo. Molti i messaggi e i contenuti trasmessi dagli artisti e nei convegni.

L’ambiente. In molti spettacoli era ricorrente il tema della sostenibilità ambientale: la sfilata di moda con i sacchi dell’immondizia che Fred manda in scena a metà spettacolo del Circo Bidon cantando “Ma che bello-lo-lo che io riciclo-lo-lo, ma che sballo-lo-lo che io riciclo-lo-lo”; il contrasto tra il personaggio pulito di Amanda nello spettacolo del Lido che riesce a respirare in un mondo inquinato attraverso una maschera che prende ossigeno da una pianta in vaso e il personaggio cupo della fumatrice Mouna; la danza della scozzese Suzi Cunningham che in un mare di reti da pesca e rifiuti cerca di restare libera e il messaggio straziante di Cirquonflex che in “La pli i donne” racconta con danza e acrobazie il rapporto con la terra, il suo rispetto e la spiritualità che ne deriva.

I giovanissimi. Anche quest’anno a Fossano sono arrivati tanti giovani da diverse scuole di piccolo circo italiane per il progetto Kaleidos. Hanno invaso il parco cittadino e lo hanno colorato con il loro entusiasmo e le loro abilità con monociclo e palo cinese. Tra di loro anche Ethan Scotton che con il papà Milo è reduce da una splendida esibizione a Italia Got Talent. Quest’anno però i giovani sono stati ancora più presenti che gli anni scorsi. Sono state dedicate tre mattine ai più piccoli con centinaia di bambini delle estate ragazzi cittadine coinvolte per lo spettacolo del “Grande Piano”, per una mattinata di giocoleria con Bingo e le ragazze dell’ècole Le Lido e per lo spettacolo “We are the Monsters”. Sono andati in scena i bravissimi giovani di Circoliamo, della scuola di circo Fuma che ‘nduma, che hanno portato in scena “Lieve” il loro pezzo forte, capace di coinvolgere ed emozionare. Hanno colpito il pubblico i giovanissimi Christian e Davide Medini, il duo Gangster: lo scorso anno erano stati presi sotto l’ala dalla compagnia Rasposo e avevano iniziato un percorso di formazione che li ha portati, in un anno di lavoro, a sviluppare uno spettacolo completo e divertente.

La musica dal vivo. Molti gli spettacoli che avevano musica dal vivo: l’ecletticità degli artisti si mostra in molte forme a Mirabilia 2016, e non è raro trovare sul proprio percorso artisti che riescono a mettere in scena, fondendole sapientemente, diverse forme d’arte. È il caso di Circo Bidon, ad esempio, la voce di Guglielmo, il clarinetto di Benjamin, un contrabbasso, una fisarmonica per fare da colonna sonora a due ore di spettacolo indimenticabile. È loro la colonna sonora di questo festival: a fine spettacolo lanciano un messaggio che si marchia a fuoco nell’animo degli spettatori “la vita e breve ciascun istante sognato ha il suo profumo di eternità”. In queste parole si racchiude il significato più profondo di un festival che non è solo intrattenimento, ma è energia da accumulare per i mesi di inverno, è calore umano, è fatica quasi sempre ripagata dal caloroso applauso del pubblico. Il brano di Cirque Bidon è stato ripreso da Faber Teatro. Leo Moreno, Silvia Zotto e Antonio Cargnello sono riusciti a ricavarne la melodia e a eseguirla sul loro “Grande Piano” suonato danzando. Anche lo spettacolo di Ecole Le Lido ha musica dal vivo: artisti completi che si esibiscono su trapezio, tessuti e giocolando e si alternano al microfono per fare da colonna sonora allo spettacolo. Molto emozionante, in “La pli i donne” di Cirquonflex il canto dedicato agli spiriti dei defunti, tradizionale del Madagascar. Divertenti e trascinanti “I tamarros” con il loro repertorio di musica disco degli anni ’70, i loro costumi sgargianti, le loro parrucche cotonate: la marching band ha ripetuto la magia e ha trascinato dietro di sé il pubblico di Saluzzo, Savigliano e Fossano in una danza sfrenata che ha contribuito a riportare un’allegria contagiosa. Nando e Maila, poi, suonano di tutto, anche il portico sul quale si esibiscono. Suonano abbracciati, appesi, a testa in giù. Suonano un amore bellissimo che li tiene insieme da anni e che ha dato vita alla loro Marilù, che nonostante abbia solo 9 anni è già un’abile acrobata. Epocale lo spettacolo di Daniele Ninarello, Kudoku, in cui il ballerino danza accompagnato dalle note create con sax, sinth e loop station dal sassofonista americano Dan Kinzelman.

La disabilità e la diversità. Quest’anno a Mirabilia c’era anche Caroline Bowitch, ballerina e coreografa scozzese in sedia a rotelle che ha tenuto una masterclass per artisti con disabilità. La sua è stata la dimostrazione che le barriere fisiche possono essere abbattute attraverso l’abbattimento delle barriere mentali, che la bellezza e la grazia possono trasudare anche da un corpo che non rispetta i canoni tradizionali. Scozzese anche Ema Jayne Park, danzatrice e coreografa che ha da poco tempo sconfitto il cancro e che ha portato in scena "#trans", uno spettacolo sulla transessualità.

Gli operatori dell’ingegno. Come ogni anno a Fossano, a corollario del Festival, c’è stato il mercatino degli operatori dell’ingegno. Artisti della cesellatura, del macramè, dell’artigianato nel suo senso più artistico. Indimenticabili le sedie di Maristella, nonna entusiasta e grintosa che è arrivata dalla Puglia con il suo camper carico di sedie dipinte e nipoti; i bottoni di Barbara che realizza gioielli e accessori partendo da questi oggetti semplici con grinta e allegria; i cappelli elfici di Vincent, l’immancabile svizzero, le opere d’arte di Stefania, il feltro di Susy, l’uncinetto veloce e silenzioso di Enza e poi thè e tisane, sali, saponi, candele, vestiti esotici, pipe intarsiate...

Il territorio. Mirabilia ha compiuto dieci anni e a lungo è sbarcata a Fossano e nelle città del circondario come un’astronave senza grande aderenza con il territorio. Negli anni sono stati tentati degli approcci e delle misure di avvicinamento sia da parte della direzione del festival, sia da parte della città senza che si arrivasse a una profonda conoscenza reciproca. Il percorso di radicamento è ancora lungo e complesso, ma quest’anno si sono fatti dei passi avanti. Sono stati coinvolti giovani, e meno giovani, amanti della fotografia e dei social per un percorso di story telling che ha visto la partecipazione di due ragazzi giovanissimi, di alcuni membri del Movimento Fotografico e di Rossana Manassero, creatrice e amministratrice della pagina facebook Fossano. Attraverso i loro occhi il festival si è avvicinato alla città. Guidati da Simone Pacini hanno potuto raccontare il loro punto di vista sul Festival, regalando immagini stupende che resteranno negli occhi e nel cuore dei frequentatori dei social. Anche nello staff è aumentata la componente fossanese, sia tra i volontari che nelle fila del personale.

I volontari: Sono tanti, ma non bastano mai. Indossano delle maglie arancioni e corrono in bicicletta da un capo all’altro del festival per montare strutture, fare biglietteria, scodellare cibo, portare acqua, consegnare volantini, dare indicazioni. Molti di loro frequentano la scuola di circo Vertigo e nel loro percorso di studio c’è la collaborazione con il Festival per vivere una realtà organizzativa dietro le quinte. Al secondo anno tornano con uno spettacolo e spesso restano tra le fila dei volontari. Accanto a loro un gruppo di giovani e meno giovani che vogliono investire energie, e quelle da spendere sono tantissime, per permettere di mettere in scena la ‘Magia’. Alcuni vengono dal territorio, ma per la maggior parte arrivano da tutta Italia e anche dall’estero e lavorano senza sosta, senza perdere il sorriso e la voglia di giocolare.

I ritorni e le certezze. Il decimo anniversario è stato l’anno dei ritorni. Per questa edizione si sono avvicendati sulle scene molti graditi ritorni. A partire dall’amatissimo Karkocha, il clown delle rotonde che con i suoi vestiti sgargianti ferma le automobili. È ormai parte di Fossano Gerardo Castro, in molti transitano ad hoc sulla sua strada per poter interagire con lui. Esilarante, quest’anno, la gag con don Mario Dompè, il parroco dei biker, che proprio mentre Karcocha si esibiva è transitato per la rotonda di piazza Picco con la sua vespa e ha caricato “el coche” sul suo sellino. Anche i Tamarros erano attesissimi, la marching band è capace di rimuovere fatica e stanchezza e allontana le preoccupazioni, lasciando spazio alla voglia di comunità. Milo e Olivia hanno riportato in scena il loro “Klinke” dopo quasi 1000 repliche in giro per il mondo. Il loro era stato il primo spettacolo andato in scena nella prima edizione del festival 10 anni fa. Nando e Maila sono tornati anche quest’anno a grande richiesta con “Sconcerto d’amore”, spettacolo delicato che non stanca mai anche se visto all’infinito.

L’abbattimento delle convenzioni. Mirabilia è uno stato onirico, è un mondo magico nel quale perdersi e dimenticare per qualche giorno le brutture del mondo, le meschinità, le polemiche. Il sindaco di Savigliano Claudio Cussa e l’assessore Chiara Ravera hanno scortato fuori Savigliano il circo Bidon, indicando la strada migliore per attraversare la città con le carrozze trainate da cavalli. A Santa Maria di Genola, ad accogliere la carovana c’era l’estate ragazzi e con loro c’era il sindaco Stefano Biondi. All’arrivo a Fossano il sindaco Davide Sordella è salito con tanto di fascia tricolore sulla carrozza di testa, la “casquette” di François Bidon, mentre l’assessore Michele Mignacca camminava al loro fianco collaborando con i volontari del gruppo operativo e la polizia locale perché tutto filasse liscio. Davide Sordella ha anche accolto in sala rossa il Karcocha, donandogli un simbolico permesso di gestire “il traffico della fantasia” e nominandolo “vigile urbano onorario”. Alcuni hanno giudicato questi gesti inopportuni in un mondo di conflitti e sofferenza, mentre altri lo hanno visto come un modo per seguire quel sogno raccontato dal Cirque Bidon e caricarsi di energie positive utili ad affrontare le difficoltà.

Le difficoltà. La magia ha un costo, e questo costo è altissimo. Sebbene in molti credano che il Festival si sostenga attraverso i biglietti venduti e i finanziamenti dei comuni, questo luogo comune va smentito categoricamente. Dal 2013 la regione Piemonte ritarda la maggior parte dei contributi alla cultura e questo ha compromesso la capacità finanziaria dell’organizzazione. In Italia il meccanismo dei finanziamenti pubblici è difficile, i contributi vengono versati a consuntivo dopo oltre un anno dalla realizzazione dell’evento e questo rende molto difficile un rapporto sereno con i fornitori. Anche la gestione degli spazi è complessa. Fossano non ha uno spazio chiuso adatto alle performance di circo, manca un teatro con un palcoscenico sufficientemente grande da permettere le esibizioni delle compagnie e che abbia una struttura adatta agli appendimenti. In dieci anni di festival sono stati spesi oltre un milione di Euro in strutture temporanee e in questa fase economica non sono più sostenibili. Da qui l’esigenza di diffondere il festival su un territorio più ampio, per riuscire a ospitare quegli spettacoli imperdibili, frutto di partnership internazionali irrinunciabili, che hanno bisogno di spazi con caratteristiche specifiche.

Le polemiche. “Fossano sta perdendo il Festival”; “gli artisti non si esibiscono più gratis come una volta…” Negli anni le polemiche intorno al Festival hanno cambiato i toni e sono cambiate le paure. Se dieci anni fa i fossanesi erano perplessi nel vedere la città invasa di “gente strana”, stravaganti artisti con capelli rasta e abiti variopinti, oggi la comunità si è stretta molto intorno a una manifestazione che è stata meglio compresa. La “gente strana” è stata capita per quella che è: una variegata comunità di artisti che provengono da tutto il mondo, vivono di chilometri sulle strade, di ore di prove estenuanti ed è riconosciuta dalla comunità internazionale come lo specchio dell’arte contemporanea in una delle sue molteplici declinazioni. Oggi la paura dei fossanesi è quella di vedere il festival ridotto. L’edizione 2016 è stata prevalentemente saviglianese, sebbene una gran parte degli spettacoli di punta siano andati in scena nel weekend fossanese. “Mirabilia è nata e resterà a Fossano – ha spiegato il direttore artistico di Mirabilia Fabrizio Gavosto la diffusione su un territorio più ampio è fondamentale per la considerazione che il Festival può avere a livello internazionale, ma il fulcro, la casa, resta a Fossano. Dobbiamo individuare delle strategie per riuscire a portare in scena gli spettacoli in spazi adatti come è l’ala di Savigliano. Fatto questo il festival potrà essere sviluppato sulle terre di circo, ovvero Fossano, Savigliano e Saluzzo.” Per quanto riguarda invece gli artisti a cappello il discorso è complesso e non tiene conto di tutta una serie di variabili. Innanzitutto molti spettacoli che hanno caratterizzato con la loro gratuità le primissime edizioni, oggi forse potrebbero deludere un pubblico che si è fatto più attento. Sono cresciute le aspettative e gli spettatori hanno gusti sofisticati. Inserire nel programma spettacoli gratuiti è molto oneroso: anche chi si esibisce gratuitamente, infatti, in molti casi riceve un compenso, ha vitto e alloggio pagati e in ogni caso sono dovuti gli oneri SIAE ed EMPALS per tutti gli spettacoli. Tutti costi che ricadono su un’organizzazione che, come si è detto, è in sofferenza per i reiterati ritardi dei finanziamenti pubblici. Sono molti gli artisti che arrivano in città e si esibiscono “a cappello” senza compenso, ma anche dietro di loro c’è uno staff di persone che ne garantiscono la corretta esibizione: tecnici audio e luci, logistici, programmatori. Qualche giorno fa, con la sagacia che lo contraddistingue, il blogger Luca Bedino titolava “Gli artisti vivono d’aria” per contestare il desiderio di quanti rimpiangono la gratuità di Mirabilia e non solo. Occorre anche interrogarsi sulla capacità di riconoscere, oltre a un applauso, l’agognato cappello, di fronte al quale in molti fuggono atterriti a fine spettacolo.

Mirabilia tornerà il prossimo anno con una programmazione che andrà dal 1 al 9 luglio con nuove imperdibili appuntamenti. Nel frattempo invita tutti a sognare, prendendo spunto dalle bellissime parole di Frederique Zagato: “A ciascuno il suo sogno, la vita è breve e ciascun istante sognato ha il suo profumo di eternità; a ciascuno il suo sogno, la vita è breve e questo istante leggero l’ho già vissuto, già sognato”.

Agata Pagani

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