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Cuneo e valli | domenica 21 agosto 2016, 08:22

L’Accademia per la lingua persiana “dichiara guerra” ai “NutellaBar”

La parola “Bar” affiancata al nome della crema dolciaria di casa Ferrero secondo l’istituzione iraniana è un rimando troppo evidente a quei locali basati sul consumo di alcolici

All’Iran non piace la buonissima crema di nocciole di casa Ferrero “Nutella”.

Non ci riferiamo – ovviamente – al sapore unico del prodotto “made in Alba”, bensì alle insegne di quei locali che a Teheran distribuiscono la straordinariamente buona crema Ferrero: i “NutellaBar”.

A mettere il sostantivo “nel mirino” l’Accademia della lingua e della letteratura persiana, istituzione controllata dal governo iraniano che regolamenta l'uso della lingua persiana in Iran ed in altri paesi di lingua persiana.

In buona sostanza, quell’Ente che in Italia si chiama “Accademia della Crusca”, composto da accademici di lingua e letteratura persiana provenienti da Iran, Tagikistan, Afghanistan e Uzbekistan.

Ecco quindi che il suo presidente, Golamali Hadad Adel, nei giorni scorsi ha scritto al comandante della polizia sostenendo che tutte le insegne con la dicitura “NutellaBar” siano da ritenersi vietate.

Come abbiamo scritto in apertura, il problema non è tanto da ascriversi alla buonissima crema di nocciole, quanto alla parola “Bar” all’interno dell’insegna di questi locali che servono Nutella abbinata a un particolare tipo di pane e a del gelato.

I “NutellaBar” negli ultimi anni si sono diffusi molto sul territorio di Teheran (“…si sono purtroppo recentemente diffusi negli ultimi tempi a Teheran" scrive infatti Hadal Adel), tanto da attirare le attenzioni dell’Accademia per la lingua persiana, che ha sottolineato come la parola “Bar” sia un rimando troppo evidente a quei locali basati sul consumo di alcolici.

Senza contare che – nell’ottica (forse ormai utopistica) di garantire una sorta di “purezza” della lingua – nella Repubblica islamica è vietato l’uso di tutte quelle parole straniere.

L’Accademia persiana ha già “ovviato” al problema, proponendo un nuovo nome per i locali dove si distribuisce la Nutella, vale a dire “Hot bread, hot chocolate’’, che tradotto sta a significare “pane caldo, cioccolato caldo”. Ma ci sono titolari che hanno anche proposto nomi alternativi, come “Nutella Art”.

Paradossalmente, però, il “caso” internazionale dei “NutellaBar” corre in “aiuto” alla casa dolciaria albese, nell’ambito della lotta agli utilizzi impropri e non autorizzati del marchio: da tempo – infatti – la Ferrero ha aperto una causa, con numerose diffide già recapitate ai titolari di quei locali che espongono marchi senza la previa autorizzazione.

E tra questi pare ci siano anche i “NutellaBar” finiti nel mirino dell’Accademia per la lingua persiana.

Nicolò Bertola

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