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Cuneo e valli | sabato 22 ottobre 2016, 07:45

Cuneo, aggressione in carcere: due agenti feriti, gravissimi disagi e disfunzioni

La difficile situazione denunciata dall’Organizzazione Sindacale Autonome Polizia Penitenziaria

Difficilissima situazione presso la Casa Circondariale di Cuneo: stamane nell’aula didattica dell’istituto che ospita gli allievi del secondo anno corso Alberghiero, due detenuti di nazionalità marocchina sono venuti alle mani costringendo tutti i presenti, detenuti compresi, all'intervento per evitare il peggio.  

Durante gli adempimenti successivi uno dei due ristretti con fine pena 2023 per i reati di violazione della legge dei stupefacenti, lesioni, evasione e ricettazione, anziché rendere testimonianza dell'accaduto, dopo un primo cenno collaborativo si lasciava prendere dall'ira tentando di rovesciare il tavolo scrivania dell'ufficio, quindi afferrava il computer cercando di colpire i presenti che lo immobilizzavano a fatica. I due agenti coinvolti hanno dovuto fare ricorso alle cure al pronto soccorso.  

Il secondo detenuto, con fine pena 2018 sempre per il reato di violazione della legge degli stupefacenti, lesioni e ricettazione, opponeva resistenza alla perquisizione che viene solitamente effettuata per motivi di sicurezza costringendo gli agenti a bloccare il ristretto che nel frattempo aveva aggredito altri tre poliziotti penitenziari, anch’essi finiti in ospedale. Ingenti i danni al patrimonio dell’Amministrazione a causa del comportamento di quest’ultimo detenuto il quale ha res totalmente inagibile una camera detentiva dell'isolamento appena ristrutturata.

 A dare notizia dell'accaduto è l'O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del segretario generale Leo Beneduci: "Sono circa 3mila le aggressioni e le lesioni subite da appartenenti alla Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane dall'inizio dell'anno - dichiara - di cui circa mille risoltesi con prognosi superiore alla settimana e si tratta di una condizione di assoluta drammaticità tenuto conto che se l'amministrazione penitenziaria centrale (il D.A.P.) risulta ad oggi totalmente assente nei confronti dei 40mila donne e uomini in uniforme negli istituti di pena italiani”.

Quanto alla situazione di Cuneo - prosegue il sindacalista - la drammaticità della situazione che l’episodio odierno ha messo in evidenza, dimostra che nel penitenziario cuneese è necessaria una convocazione urgente delle parti (pubblica e sindacale) al fine di affrontare un contesto di disagio che si protrae da tempo. Risulta necessario adottare strategie condivise che superino un immobilismo le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti

c.s.

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