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Eventi | mercoledì 26 ottobre 2016, 12:11

Prima del Teatro Strehler di Milano, grande successo per Christian La Rosa al teatro del Marchesato

Il Volpone per la regia di Christian La Rosa conquista il pubblico. Bravissimo il cast. Chiuse le repliche del primo spettacolo della stagione. Il secondo: la Zia di Carlo in scena dal 2 dicembre

Il cast de Il Volpone ( foto Alessandro Oreglia)

Non per “furbizia” per restare in tema con la commedia, ma per bravura, energia, per il ritmo incalzante e le belle prove d’attore. Così il Volpone ha conquistato l’apprezzamento del pubblico sul palcoscenico del teatro del Marchesato, dopo averne aperto grintosamente il cartellone ed aver chiuso domenica il suo giro di repliche, sette, portando gli spettatori nel campionario di vizi e di azioni truffaldine conseguenti. Scivolando con leggerezza nelle  ossessioni collettive della vanità e cupidigia di ricchezza trasversali ai protagonisti dell’opera del drammaturgo inglese Ben Jonson.

Ottimo lavoro di regia (la considerazione raccolta tra il pubblico) innovativo e pieno di citazioni colte (dalla Commedia dell’Arte al Treatro greco) di attenta strategia della comunicazione del messaggio teatrale, quello di Christian la Rosa attore professionista e sceneggiatore saluzzese che dal “Piccolo” cittadino di piazza Vineis, sarà dal 19 gennaio  in scena al Piccolo Teatro Strehler di Milano nel ruolo di Pinocchio di Antonio Latella.

La sua regia mantiene sì lo spirito del capolavoro elisabettiano scritto 5 secoli fa e intatta la sua morale, ma diventa nuovo andando all’antico, attualizzando la modalità di trasmetterla. Due atti dei 5 originali, poco più di un’ora e trenta di spettacolo: la brevità tra i tanti pregi di un lavoro “fisico” fatto di gestualità, di parlato urlato, di coralità sincronizzata e della sottolineatura vibrante delle percussioni dal vivo.

Nove gli attori in scena, tutti da applauso per bravura e vivacità espressiva: Leonora Arnolfo, Valerio Dell'Anna, Francesca Fraire, Eva Napolitano, Luana Pes, Guido Rosa, Matteo Rosso, Simona Sanmartino, Salvatore Tafuri.  

Un ottimo cast " - ringrazia il regista: “ho dato ad ognuno un ruolo, non facile, facendoli lavorare su caratteristiche contrarie a quelle considerate le loro, per sperimentare qualcosa che appartiene di meno al loro bagaglio attoriale. Una bella palestra di recitazione in cui tutti hanno dato molto dimostrando doti e capacità che non erano note, in un testo complesso e non facile, che ha richiesto il mettersi in gioco, il superare anche difficoltà e stanchezze”.  

Magistrale interpretazione di Valerio Dell’Anna, che il pubblico saluzzese è abituato a vedere in ruoli classici, in tanto Pirandello e che interpreta il Volpone, il ricco e astuto mercante a cui non interessa tanto il denaro, quanto il modo in cui se lo procura. L’attore dispiega la personalità di Volpone in una girandola di  espressioni, lavorando sulle parole con la mimica, esibendo le tante facce di un teatrante come è nella natura del personaggio della commedia, che si cambia, recita, finge, fa il malato, il prepotente, ridacchia, inquieta. Un'architettura che va dal tragico al comico.

“E’ un lavoro di gruppo – spiega Christian La Rosa- perché mi piace il teatro come  lavoro d’insieme, dove non c’è tanto il primo attore ma tutti hanno il loro spazio e lavorano per lo spettacolo. La scena è sempre affollata e tutti  sono sul palcoscenico, ad entrare e uscire continuamente dalle porte (unici elementi in una scenografia minimale e asettica) come presenze che assillano Volpone e ossessioni che non se vanno più dalla sua casa”. 

Gli attori riscaldano la scena diventando coro, per la cui direzione e per la partitura musicale delle percussioni dal vivo, il regista ha ringraziato Andrea Peracchia, docente alla Scuola di perfezionamento musicale e Mattia Fenoglio con Fabrizio Fissolo agli strumenti a bordo sipario.

Un testo scelto da La Rosa perché è teatro nel teatro, lezione teatrale e impegno etico e sociale dello stesso, diventato la sua passione dall’età di 16 anni. Il giovane regista, che ha appena concluso la maratona degli otto spettacoli di  “Santa Estasi“a Modena, progetto speciale di Latella sulla stirpe degli Atridi e lo studio della tragedia greca, fa intuire attraverso la performance fisica e recitata degli attori, il lavoro del dietro le quinte, l’allenamento nei mesi di prove, prima di diventare l’avventura interiore che avvince e inquieta attori e pubblico.

Come nel monologo sulla vecchiaia, che dà una scossa in sala quando Volpone, con grande intensità riflette, si rende conto di essere vecchio e smette di aver voglia di giocare, di essere infantile visualizzando l’immagine del crampo (sensazione nota a tutti) facendolo diventare esperienza di premorte, in cui non ci si percepisce più.

E, comincia a perdere di lì, rimanendo fregato dal suo fedele servo Mosca (Guido Rosa in una bella interpretazione) e dai sedicenti amici: fregato e buttato via dalla scena, come morto.

Calato il sipario, il Teatro del Marchesato prepara il palcoscenico per il secondo spettacolo in cartellone: La zia di Carlo (di Brandon Thomas) traduzione e adattamento di Ugo Rizzato, regia di Valter Scarafia da venerdì 2 dicembre, per tre fine settimana.

Vilma Brignone

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