Curiosità
lunedì 07 novembre 2016, 16:11

Mondovì: le telecamere di Rai 3 nell'istituto alberghiero "Giolitti Bellisario" (Guarda la gallery)

La puntata di domenica 6 novembre di "Radici, l'altra faccia dell'immigrazione" si è focalizzata sulla storia del capoverdiano Josè Miguel Ribeiro Monteiro, che 15 anni fa ha studiato presso il "Giolitti Bellisario"

Immagini Rai

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Josè Miguel Ribeiro Monteiro ha 37 anni. Proviene da Capo Verde, repubblica presidenziale dell'Africa ed ex colonia del Portogallo, da cui ha ottenuto l'indipendenza il 5 luglio 1975. Quarto di otto figli, sua mamma (casalinga) e suo papà (pescatore) gli hanno garantito un'infanzia felice. Poi, si sono lasciati e lui, a soli 10 anni, è diventato un uomo, imparando a fare la guida turistica. Successivamente, ha scelto di cercare fortuna in Italia e il destino l'ha condotto in Piemonte, a Torino e a... Mondovì.

Sì, perché se oggi Josè lavora nella cucina di un ristorante del capoluogo sabaudo, deve molto, se non tutto, agli insegnamenti trasmessigli dai docenti dell'istituto alberghiero monregalese "Giolitti Bellisario", presso cui ha completato il suo percorso di studi 15 anni fa.

La sua storia è stata raccontata nella puntata di domenica 6 novembre del programma di Rai 3 "Radici, l'altra faccia dell'immigrazione", condotto da Davide Demichelis. La narrazione si è concentrata per ampi tratti sul passato in landa capoverdiana del protagonista, concedendo però anche qualche spazio alla sua parentesi italiana, che continua a rimanere aperta tutt'oggi.

Josè, infatti, dopo aver ottenuto il diploma, è tornato nella sua terra natale, cominciando a lavorare presso un villaggio per turisti. Lo stipendio, tuttavia, non gli permetteva di mantenere la famiglia, poiché era livellato sui redditi locali: facendo il barman, guadagnava 250 euro al mese. Così, ha lasciato nuovamente Capo Verde per fare ritorno in Italia, concedendosi anche una tappa a Mondovì, dove tutto era iniziato: accompagnato dalle telecamere, ha varcato la soglia dell'istituto alberghiero, dove ha potuto riabbracciare i suoi insegnanti, fra cui il professor Rudy Mamino.

Nel servizio, si dice che, appena arrivato in Piemonte, il giovane africano mangiava di tutto, tanto che, dopo il primo anno, il suo peso corporeo era aumentato addirittura di 30 chilogrammi. Soltanto in un secondo momento ha imparato a prendere le misure con un cibo sicuramente diverso dal suo.

"Visto che il mio mestiere è fare il cuoco - ha dichiarato Josè - ho imparato anche a preparare piatti capoverdiani, ma non prima di essermi specializzato nella cucina piemontese. Mi soddisfa molto la mia professione: vedere i clienti felici, che si complimentano con me per la qualità del cibo, è veramente una grande gioia".

Il suo approdo a Mondovì è stato reso possibile da una persona, che risponde al nome di Padre Ottavio Fasano, frate cappuccino impegnato da più di 50 anni nelle missioni a Capo Verde. Grazie al suo interessamento, è nata una borsa di studio che ha permesso a Josè e ad altri 25 ragazzi di venire a studiare in un istituto alberghiero del Piemonte.

Lavoro e affetti per ora proiettano il suo futuro nella città di Torino, dove ha trovato l'amore ed è diventato padre, ma non dimentica mai sua mamma e la sua famiglia: spesso torna a casa per salutare i suoi cari e ha iniziato a costruire in loco una nuova abitazione per tutti loro.

Una storia d'altri tempi, che insegna come le favole possano nascere anche sui banchi di scuola di una piccola realtà di provincia.

Alessandro Nidi

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