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Attualità | domenica 20 novembre 2016, 14:46

"Non dimenticherò l’esperienza umana nel comune terremotato di Montemonaco"

Il dirigente del lavori pubblici, Flavio Tallone parla del suo servizio nel paese colpito dal sisma. Come la squadra precedente di tecnici del comune di Saluzzo, era di supporto tecnico amministrativo nel paesino delle Marche in base alla convenzione tra Anci e Amministrazione saluzzese

Montemonaco, aree inagibili

Montemonaco, aree inagibili

Sono tornati al lavoro nei loro uffici in municipio martedì scorso, dopo l’esperienza a Montemonaco, uno dei paesi marchigiani colpiti dal terremoto, nell’agosto scorso e dove lo sciame sismico,  dal 26 ottobre, non dà tregua.

Flavio Tallone, architetto dirigente del Governo del territorio di Saluzzo e il geometra Sergio Barberis dello stesso comparto, hanno dato il cambio agli altri due tecnici del comune Alessandro Scanavino e Giuseppe Sorasio, nella medesima missione: il lavoro di supporto tecnico e amministrativo in aiuto ai paesi terremotati a cui il Comune di Saluzzo ha aderito mediante la convezione con l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani).

Come i colleghi del primo turno, che il terremoto lo hanno visto in faccia a fine ottobre, mentre si trovavano  nel paesino in provincia di Ascoli Piceno, nell’area epicentrale, anche Tallone e Barberis, rimasti in loco dall’8 al 15 novembre,  hanno vissuto l’esperienza della terra che trema e letto sui volti della popolazione lo scoraggiamento e la paura delle scosse e dei crolli.

“Montemonaco. Non ci sono parole, tutto quello che si vede in televisione, te lo ritrovi di fronte, un'esperienza dal punto di vista umano indescrivibile - racconta Tallone dell’esperienza - Abbiamo lavorato con un tecnico della Sardegna e due Vigili di Sesto Fiorentino nella ex scuola sede provvisoria del Municipio, una struttura dichiarata inagibile dopo l'ultimo sisma del 30 di ottobre, in quanto i moduli prefabbricati per la nuova sede non erano ancora stati montati.  

Non nascondo la preoccupazione ad ogni scossa ed a ogni movimento del pavimento, ma tutti con una gran voglia di fare e di portare il nostro seppur piccolo aiuto.

Quale era il vostro compito?  “Dovevamo predisporre le ordinanze di inagibilità, tante, previa tutte le verifiche catastali del caso, oltre che quello di predisporre e completare la documentazione per i tecnici AeDES incaricati di effettuare i sopralluoghi sugli edifici per le oltre 550 richieste pervenute”.  

Le scosse si sono susseguite per tutta la settimana ma per fortuna non oltre il 4.2, solo un paio di volte siamo scattati verso l'uscita, sbagliando, perchè dal primo piano non ce l'avremmo mai fatta, meglio sarebbe stato rifugiarci sotto la scrivania".

Cosa le è rimasto impresso?La cosa che non mi dimenticherò mai e che non voglio dimenticare sono le persone, semplici, umili, con tanta voglia di confidarsi e di raccontare le loro sventure, stare nel campo con loro, vedere i bambini con quello sguardo perso nel vuoto, di preoccupazione e paura, una tenerezza infinita.  

Devastante è stato sentire i loro racconti, la sfiducia e la difficoltà psicologica in cui si trovano, quasi tre mesi di scosse continue, ma anche sollevati dalla presenza di tante persone da tutta Italia venuti ad aiutarli, Vigili del Fuoco di Ravenna, Protezione civile del Veneto, Carabinieri, Esercito, un bell'esempio di solidarietà".  

Rifarebbe l’esperienza?  “Sì, la  rifarei nuovamente e per questo ringrazio la disponibilità che l'Amministrazione Saluzzese ha dato all'iniziativa dell'ANCI di supporto ai Comuni terrmotati ed i miei colleghi Alessandro, Beppe e Sergio, con cui abbiamo condiviso questa  esperienza.  

 

Vima Brignone

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