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Eventi | giovedì 08 dicembre 2016, 18:06

Alla Fiera di Carrù migliaia di visitatori per la premiazione dei buoi migliori

Hanno vinto “Attila”, “Tango”, “Biagio” e “Taiwan”

Il profumo del bollito aleggia per le vie di Carrù fin dalle cinque del mattino. Durante questa Fiera di origini antichissime e che si fregia della denominazione di “Nazionale” dal 2008, la colazione non si fa con cornetto e cappuccino. Tutti i bar e ristoranti propongono invece brodo, bollito, e vino rosso delle Langhe. A seguire si svolge la vera ragione per cui tanti allevatori della provincia di Cuneo, e di Asti, Alessandria e Torino hanno portato qui quest'anno 175 capi, di cui 47 buoi e 45 manzi: la premiazione degli animali. Nelle categorie bue grasso della coscia, bue meglio preparato e presentato, bue grasso migliorato, bue grasso nostrano, e i manzi: grasso migliorato, grasso della coscia e nostrano. La premiazione si è svolta, come da tradizione, alle ore undici presso il foro boario in Piazza Mercato, con l’attribuzione ai capi migliori delle ambite gualdrappe (con i dipinti dei paesaggi di Carrù di Bruno Bianco) e fasce decorate a mano, nonché di medaglie d’oro, coppe, targhe e diplomi.

Una Fiera da record, questa 106ma edizione, come l'ha proclamata la sindaca Stefania Ieriti: “Anticiparla di una settimana è stata una sfida, che abbiamo vinto”. Una scelta coraggiosa che, come ha rimarcato Carlin Petrini, presente come ogni anno, “poteva fare soltanto una donna”. Luca Sardella dedicherà invece alla Fiera una puntata della sua trasmissione “Pollice Verde” su Rete 4 (dovrebbe essere trasmessa sabato 17, alle 15.

Alle undici, come detto, inizia la premiazione. I buoi sono accompagnati sotto la tettoia dai loro allevatori. Quasi tutti sono già stati venduti e finiranno, purtroppo per loro, sui banchi delle macellerie di tutta Italia. Stanno pazienti a farsi fotografare. Qualcuno di loro è più nervoso, si muove irrequieto. Un paio si dirigono verso gli spalti, ma gli accompagnatori sanno come ammansuirli, mentre gli spettatori mormorano un “oohhh” di contenuto spavento.

Per la cronaca, il bue più pesante premiato è “Attila”, 1.420 chili da Perletto, proveniente dall'azienda di Pierluigi Chiola. Il “re” per la categoria Bue grasso della coscia è “Tango” dell'allevamento caragliese di Andrea Migliore, “Taiwan”, allevato dai Delsoglio di Fossano, è il primo classificato Buoi grassi migliorati. “Biagio”, cresciuto nell'allevamento Manzo di Rocca de' Baldi, si è aggiudicato il primo posto nei Buoi grassi nostrani. E, a seguire tutti gli altri. Per loro la moscarola, la gualdrappa di raso bianco dipinta a mano, medaglia d’oro, diploma e premi della Banca Alpi Marittime.

Finita la premiazione, non resta che mettersi in fila per il piatto di bollito davanti al Palafiera, o spostarsi nei ristoranti. E, a seguire, un passaggio fra le bancarelle di Carrù Expo, rassegna delle eccellenze del territorio.  

Monica Bruna

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