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Economia | mercoledì 04 gennaio 2017, 08:02

Napoli: risultati relativi al regolamento contro il gioco d'azzardo

Già nella zona di Bolzano questi risultati, come gran parte dei cittadini sanno, non sono stati raggiunti: anzi, forse mettere all'angolo il gioco lecito ha prodotto la “nascita” dei vari totem, ovviamente, irregolari ed illeciti

Si sta giungendo alla fine dell'anno 2016 e, come tutti gli anni, è tempo per tutti di bilanci ed anche il mondo del gioco d'azzardo e quello dei casino online con bonus non è immune da questo. Il Comune di Napoli, infatti, sta tirando le somme per vedere se il regolamento applicato in questo periodo nei confronti del gioco, le varie limitazioni imposte per contrastare il gioco compulsivo, comprese quelle degli orari di funzionamento delle apparecchiature da intrattenimento, abbia conseguito i risultati che l'Amministrazione si era riproposta. Già nella zona di Bolzano questi risultati, come gran parte dei cittadini sanno, non sono stati raggiunti: anzi, forse mettere all'angolo il gioco lecito ha prodotto la “nascita” dei vari totem, ovviamente, irregolari ed illeciti. Ora, vediamo se questo contro-risultato si deve ripetere anche nella città partenopea che tanta guerra ha predisposto e messo in campo nei confronti del settore ludico. Il regolamento comunale, varato per Napoli, “disciplina ora sostanzialmente il gioco attraverso la sua proibizione”, in quanto si consente l'attività nelle sale e l'accensione degli apparecchi da intrattenimento per cinque ore giornaliere, assolutamente insufficienti a compensare l'apertura di una qualsivoglia attività. E questo mette in condizione gli operatori di effettuare la scelta di chiudere la propria attività, oppure di violare le norme che sono in essere. Nella città di Napoli esistono tantissimi operatori del gioco “onesti”, che rispettano le norme e gli orari, che pagano le tasse: imprenditori che fanno della legalità una sorta di baluardo da portare avanti in una città dove questo è più difficile che in tante altre. Naturalmente, essere dalla “parte onesta della barricata” è un dovere che ogni operatore si assume quando prende “questa strada”, ritenendo che questo “onere” sia un distintivo per il suo operato: quindi, qualsiasi sacrificio imposto diventa accettato di buon grado e con entusiasmo perchè percorso dalla soddisfazione di essere “imprenditori del gioco onesti”. Ma tutto questo atteggiamento, che buona parte delle aziende partenopee hanno nei confronti dello Stato, non solo non ha ricevuto alcun premio, ma proprio l'istituzione cittadina napoletana sta provvedendo a decretare lo stato di crisi di tutto questo settore con il regolamento che norma il settore ludico. Certamente, mai nessuno di questi operatori si sarebbe mai aspettato che proprio la natura “lecita” dell'attività fosse la motivazione cosciente della decapitazione operativa. E questo, sopratutto, lascia spazio al “fiorente gioco illegale” che, da sempre, è insediato sul territorio e che, oggi, risulta ancor più rinvigorito ed agevolato dalle restrizioni messe sul campo dalla attuale regolamentazione che attiene il settore del gioco d'azzardo pubblico che, come detto prima, impone alle aziende lecite una apertura di sole cinque ore giornaliere. E questo cosa può far pensare un imprenditore onesto? Che forse non è stato così giusto per molte aziende legate al mondo dei casino con bonus, per tanti anni, stare nei binari della legalità, pensare solo al lavoro pulito, all'azienda, alle regole che la accompagnano, presupponendo che i rapporti con le istituzioni dovessero essere gestiti da altre persone: quelle istituzioni che dovrebbero avere l'impegno ed il dovere di tutelare gli operatori onesti, sopratutto in un territorio dove “essere onesti” sembra quasi di essere una mosca bianca particolarmente valutata in senso “negativo”. Questo è il pensiero del gioco lecito in una città come Napoli ed ecco, appunto, i pensieri che la sua amministrazione fa scaturire nelle aziende che hanno deciso di seguire le regole. Gli onesti dovranno sparire, gli illegali faranno quattrini a palate...

ip

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