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Cronaca | lunedì 09 gennaio 2017, 15:00

Furti in abitazioni nella Val Tanaro: in tre a processo

I colpi erano stati commessi nel 2014 e 2015, i presunti autori erano state individuati dai carabinieri grazie alle intercettazioni telefoniche

A “reclutarli” sarebbe stato un connazionale considerato uno degli autori della violenta rapina avvenuta il 20 dicembre 2014 al mulino di Lisio, vittime padre e figlio. C.N., K.T. e A.R., di nazionalità albanese, sono invece a processo per una serie di furti avvenuti in Val Tanaro fra il 2014 e il 2015. I primi reati furono commessi il 5 novembre presso una seconda casa a Lisio, dove non fu asportato nulla, il secondo a Mombasiglio, dove furono rubati 18 euro.

A illustrare le complicate indagini questa mattina in aula è stato il maresciallo del Nucleo operativo dei carabinieri di Mondovì. La notte del 5 novembre un vicino di casa aveva visto allontanarsi due persone dall'abitazione di Mombasiglio. Poco distante i militari avevano fermato una Punto bianca: a bordo c'era C.N., domiciliato a Bagnasco. Portato in caserma, era stato subito rilasciato in libertà.

Dopo la rapina a Lisio, uno dei presunti autori, considerato la “mente” del gruppo, era tornato a passare le feste natalizie in Albania. Era in seguito rientrato in Italia per fermarsi in Umbria, dove erano stati commessi una lunga serie di furti. L'uomo era poi rientrato a Garessio, dove abitava.

I carabinieri continuavano a tenerlo sotto controllo. Nelle telefonate intercettate si lamentava che i ragazzi che gli venivano mandati dall'Albania come complici nelle rapine non erano “abbastanza bravi” e che “gli si doveva spiegare proprio tutto”. Fra questi ci sarebbero stati anche K.T.e A.R..

A Vicoforte i tre nel marzo 2015 avrebbero rubato alcuni monili d'oro presso un'abitazione, fuggendo su una Volkswagen Polo, e a Mondovì il giorno dopo avrebbero tentato di entrare in un'abitazione ma era stati sorpresi dal proprietario. L'auto era stata intercettata e ispezionata: a bordo erano stati trovati denaro e un salvadanaio, rubati durante un altro furto a Lesegno.

Altri testimoni nell'udienza del 20 aprile.


Monica Bruna

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