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Economia | martedì 10 gennaio 2017, 12:00

Riflessioni sull’oriente: le arti marziali

Sul territorio cuneese è presente il corso di Xing Yi e Taichi stile Chen presso la palestra Forma e Benessere a Saluzzo tenuto dall’istruttore Francesco Sammarco

Immagine di repertorio

La cultura orientale ha sempre avuto un enorme richiamo sul grande pubblico, basta pensare alle grandi influenze che ha apportato in tutti i settori, al successo dei media verso il mondo giovanile , al proliferare di ristoranti e negozi specializzati, all’affluenza nelle fiere per farsi un’idea di quanto sia impressionante come fenomeno culturale.

Sfortunatamente la crescita così esponenziale di un fenomeno porta per forza di cose anche a degli aspetti non propriamente positivi, quello che salta più all’occhio ovviamente è lo sfruttamento della “moda”, infatti sono sempre più diffuse le truffe e il saccheggio culturale che nascono per il mero denaro. Persone che si autoproclamano guru di un determinato settore senza alcuna formazione o comunque con conoscenze scarse sono all’ordine del giorno e purtroppo non è facile districarsi in mezzo a questi approfittatori, specie se si è dei neofiti. Esiste però un settore particolarmente inflazionato da questo, perdonatemi il termine “cancro” della commercializzazione , ovvero quello delle arti marziali.

Il boom in occidente è partito circa negli anni 50 grazie a figure iconiche come il defunto Bruce Lee e a tutto l’apparato mediatico cinese/giapponese instaurando nell’immaginario collettivo delle persone l’idea che dietro a queste arti ci fosse una sorta di misticismo, nulla di più sbagliato. Sfatiamo subito un mito, le arti marziali sono una scienza, in particolare è la scienza del combattimento, quindi se mai vi capitasse di trovare un maestro di qualunque disciplina che vi presenta esercizi senza spiegarvi il corretto funzionamento e la meccanica, della serie “coscienti senza pensare” molto probabilmente vi sta prendendo in giro oppure a sua volta egli stesso è stato preso in giro.

Altro punto importante l’arte marziale come dice il nome stesso è sempre stata una pratica strettamente legata alla classe guerriera e all’ambito marziale, di conseguenza è chiaro che corsi molto in voga ai giorni nostri come il Taichi terapeutico,energetico o “new age” non siano altro che mera speculazione. Queste discipline che siano interne o esterne non importa, vanno approcciate per quello che sono veramente, ovvero una scienza guerriera e non come una sorta di Yoga o un modo per socializzare.

La situazione però non è così disperata, non è nemmeno necessario dover andare in chissà che paese esotico per poter trovare un istruttore competente (anzi spesso è peggio ancora), in Italia infatti esistono alcune realtà che ancora seguono in maniera seria e tradizionale gli insegnamenti di scuole centenarie, rifiutando qualunque pratica agonistica proprio perché di intralcio alla crescita del buon marzialista.

Una di queste è la NEI DAN seguita in Italia dal maestro Flavio Daniele e che si appoggia all’esperienza di grandi maestri del calibro di George Xu. In particolare sul territorio cuneese è presente il corso di Xing Yi e Taichi stile Chen presso la palestra Forma e Benessere a Saluzzo tenuto dall’istruttore Francesco Sammarco. L’apprendimento in questo settore è potenzialmente infinito ma con la giusta guida chiunque è in grado di imparare a conoscere il proprio corpo che sempre più spesso releghiamo a semplice involucro.

i.p.

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