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Attualità | martedì 10 gennaio 2017, 13:29

Fondi dalla Regione per le gestioni associate, Lido Riba: "Imboccata la strada giusta"

Secondo il presidente di Uncem Piemonte "nel 2017 verrà data nuova spinta al lavoro congiunto degli enti, per garantire migliori servizi"

Lido Riba, presidente dell'UNCEM Piemonte

"Il 2017 delle Unioni montane e delle Unioni di Comuni di collina e pianura si apre con l'erogazione, da parte della Regione, di 4,7 milioni di euro per premiare gli Enti locali sovracomunali che meglio hanno gestito, nel corso del 2016, le 'funzioni fondamentali' con univoche strategie di collaborazione, come previsto dalla legge."

Lo afferma il Presidente Uncem Piemonte, Lido Riba, nel commentare la delibera regionale di assegnazione delle risorse (statali e regionali insieme, grazie al bando chiuso a novembre 2016) e la graduatoria che vede finanziate 79 Unioni di Comuni e Unioni montane di Comuni.

"Questi Enti - prosegue Riba - come già nel 2015 e nel 2014, hanno dimostrato la grande capacità di lavorare insieme, unendo le 'funzioni fondamentali', e anche il personale dei Comuni, in una dimensione sovracomunale, dai trasporti alla gestione amministrativa e contabile degli enti, dalla polizia municipale alla protezione civile, passando per scuola, urbanistica ed edilizia, statistica, socio assistenziale. Un lavoro certamente complesso, che lo Stato ha scelto di incentivare con contributi regionalizzati. Il Piemonte ha fatto positivamente la sua parte, aggiungendo risorse del proprio bilancio. Incentivare le gestioni associate vuol dire puntare su una sostanziale riorganizzazione degli Enti locali, con i piccoli Comuni che imparano sempre di più a lavorare insieme, in un ambito più vasto, migliorando i servizi ai cittadini, creando interazione tra enti che fino a ieri non dialogavano e tra amministratori non sempre abituati al confronto e allo scambio di progettualità, idee, sistemi di lavoro. Il Piemonte sta facendo grandi passi in avanti."

Uncem ha da sempre creduto nel sistema delle gestioni associate attraverso le Unioni. "I risultati di oggi - evidenzia il Presidente Uncem - derivano da trent'anni di storia e maturazione delle Comunità montane. Non eravamo d'accordo con la legge del 2012 che le ha smontate, ma abbiamo con molti sindaci creduto nel cambiamento sancito poi anche dalla legge nazionale, due anni dopo. Così in Piemonte sono nate 56 Unioni montane di Comuni e altrettante Unioni nei territori collinari e di pianura. Aggregano e fanno scuola in Italia, vista la presenza di un gran numero di piccoli Comuni. Regioni come il Lazio partono solo oggi nella riorganizzazione e ci prendono come modello. Non abbiamo mai creduto nella necessità di rinvii degli obblighi di associazionismo né alle punizioni con commissari verso i Comuni inadempienti. Uncem ha sostenuto passo passo i sindaci nel percorso, non certo oggi completato. Abbiamo molto da fare nello spiegare il valore di lavorare insieme, di unire il personale, di rinnovare i sistemi informativi mettendoli in comunicazione, di rinunciare talvolta a pezzi della propria sovranità per accogliere progetti e proposte dei Comuni vicini."

"Un percorso virtuoso che ci allinea all'Europa, dove per i 36mila Comuni francesi e per i 24mila tedeschi lavorare insieme è molto più di una necessità o di un obbligo. È il vettore del futuro stesso degli enti locali, di migliori servizi ai cittadini, alle imprese, alla pubblica amministrazione. Anche qui in Piemonte Uncem ci crede profondamente e sosterrà le Amministrazioni locali in questo percorso di unità, dialogo, impegno."

c.s.

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