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Eventi | domenica 22 gennaio 2017, 18:01

Un silenzio che fa riflettere: è la commossa partecipazione del pubblico allo spettacolo “Action T 4”:

L’atto unico di Rizzato, per la regia di Valter Scarafia, ha portato in scena, al teatro civico di Saluzzo, la prova generale della Shoah, l’Operazione Eutanasia per la Giornata della memoria

Tutto il cast di Action T4 sul palcoscenico del teatro civico (Foto dello studio Immagine Saluzzo

Il silenzio commosso e la riflessione silenziosa. Con gli applausi e, più degli applausi, hanno sottolineato la partecipazione del pubblico alla storia raccontata in “Action T4” sul palcoscenico del teatro civico Magda Olivero, spettacolo teatrale che ha affrontato un capitolo sconosciuto ai più dell’Olocausto: l’incipit della mostruosa prova generale della Shoah. Un progetto omicida a danno di circa trecentomila disabili e malati mentali tedeschi in nome della purezza della razza e per un risparmio delle risorse economiche della Germania, entrata in guerra contro l'Europa.

Riesce a toccare le corde giuste l’autore, Ugo Rizzato nel lavoro di cui è regista Valter Scarafia, raccontando dell’Operazione Eutanasia Action T4, da Tiergarten Strasse, al numero 4 di Berlino, l’indirizzo del quartiere generale del programma omicida.  

Porta in scena una storia romanzata di eroismo, di crudeltà, di opposizione, in cui spicca il disperato tentativo di due eroiche infermiere (le brave protagoniste della pièce Gabriella Molineri nei panni di Hanna Schröder e Elisa Papa, in quelli della collega Ingrid Stalman, che tentarono di opporsi al progetto di “eutanasia” passato dalla prima fase di sterilizzazione forzata all’uccisione di disabili e malati mentali.

I tredici attori hanno riempito di contenuto e caratterizzazioni i quadri della storia, a partire dal cinismo e dall'assoluta adesione al progetto di Herta Oberheuser la dottoressa incaricata programma con il professor Karl Brandt interpretati da Paola Barbero e Lionello Nardo, i quali hanno fatto balzare agli occhi la posizione  della comunità scientifica nazista nei confronti del programma .

“Le uccisioni, gli esperimenti, le sofferenze inflitte ai malati mentali non furono solo ad opera delle SS e di fanatici nazisti, ma vennero compiuti da illustri psichiatri che avevano elevato la psichiatria tedesca ai vertici mondiali, adoperandosi  per migliorare le condizioni dei manicomi e dei malati, altre all'opera di medici di famiglia, di direttori di ospedali, di infermieri che si trasformarono in aguzzini dei loro pazienti". Racconta  Ugo Rizzato, autore di questa pièce teatrale, come di altre sulla tragedia ebraica, che per il Teatro del Marchesato, in occasione della  Giornata della Memoria, ha scritto il lavoro inserito nel cartellone della stagione teatrale del Comune.

Al progetto omicida nei confronti dei portatori di handicap cercarono di opporsi esponenti della Chiesa, come Clemens August von Galen, vescovo di Munster, del quale Marco Boero, in scena porta la fermezza e l’autorità del ruolo, mentre Anna Maria Gavatorta, madre di un paziente, esprime  tutta  la disperazione  e l’impotenza dei famigliari.

Rizzato, che in scena come Nicoletta Pellegrino, la guardia  ertrude Saurer, veste a pennello i panni del capitano SS Hemult Stoffer, marito dell’infermiera Hanna, aveva firmato lo scorso anno L’altra vita e prima ancora Edificio speciale Sordenbau, andati in scena, come il lavoro di quest’anno anche per le scuole il sabato mattina (21 gennaio).

Non hanno avuto rispettosamente volto, ma uno spazio dominante in scena che si è mosso in coro con la gestualità indifesa delle persone diminuite dall’handicap, bisognose di amore e protezione degli altri. Vestite con l'uniforme grigia e una maschera bianca, erano le vite giudicate da Action t 4 "indegne di vivere" e sono state l’espressione di Maria Ludovica Aprile, Maria Virginia Aprile, Valentina Giordano, Chiara Miolano, mentre Federico D’Angelo, ha vestito la nera veste della Morte, che ha dominato il programma omicida nazista fatto conoscere dallo spettacolo. 

Vilma Brignone

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