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Saluzzese | sabato 11 febbraio 2017, 20:58

I Bulli di turno

Riceviamo e pubblichiamo

I Bulli di turno

 A dodici anni Blaise Pascal aveva segretamente risolto le prime 23 teorie scritte da Euclide, Mozart a sei anni aveva già composto il suo primo minuetto per clavicembalo e Pablo Picasso a quattordici anni poteva già contare un discreto numero di opere. Insomma, ragazzi prodigio.

E non credo ci si sbagli di molto quando si parla in questo modo di Davide Mogna, lo studente verzuolese, frequentante il terzo anno del Liceo Classico “G.B Bodoni” di Saluzzo, che a soli sedici anni può già annoverare tra le sue produzioni la sitcom “Un hotel di troppo” e il film “Bulli a metà”. È stato proprio quest’ultimo ad aver fatto il tutto esaurito alla première al Teatro civico “Magda Olivero” di Saluzzo. Audace la scelta del regista di trattare un argomento delicato quale quello del bullismo che, visto dagli occhi di un ragazzo, può trovare un’interpretazione e uno sviluppo migliore di quello che potrebbe dare un adulto

È la storia di Michele ed Edoardo, i bulli di turno, che, dopo l’ennesima malefatta, vengono espulsi dai professori sfiniti e senza speranze. Ma nella nuova scuola è tutto diverso, i ruoli si invertono e una nuova consapevolezza si fa largo nelle coscienze dei due ragazzi. Michele (Davide Mogna) è vittima delle angherie dei nuovi compagni, mentre Edoardo (Lorenzo Rebufatti) finisce nella classe dei “secchioni”, dove conosce Giulia (Virginia Riolfo) che lo fa appassionare alla lettura e grazie alla quale si rende conto di essere stato per lungo tempo “usato” per i piani dell’amico. Questo, per farlo tornare sulla “retta via”, lo fa passare per il colpevole della manomissione dell’impianto elettrico scolastico. Ma sono tempi difficili per lo zio di Edoardo, con cui lui vive, e sono costretti ad andare a vivere a Milano per motivi economici. Sarà proprio con l’aiuto di Michele che riuscirà a tornare a casa e fonderanno, insieme a Giulia, un “comitato anti-bullismo”.

Davide, quando è nata la tua passione per il cinema?

La mia passione per il cinema “deriva” dalla passione per il teatro e si è sviluppata dapprima con gli amici con brevi cortometraggi, per poi arrivare fino alla realizzazione di questo film.

Hai iniziato da solo o hai avuto un punto di riferimento?

Ho iniziato da solo, leggendo alcuni libri di regia e guardando video su youtube.

Ti ispiri a qualche regista?

No, non mi ispiro a nessun regista, non ce n’è uno che mi piaccia in particolare.

Quanto tempo hai dedicato alla realizzazione del film?

Per realizzare il film ho impiegato un anno e mezzo, di cui nove mesi di scrittura e pre-produzione, due settimane di riprese (molto sbrigative) e otto mesi di montaggio.

Quali sono state le maggiori difficoltà?

Le maggiori difficoltà sono nate dapprima dalla sceneggiatura, in quanto alcune parti non mi convincevano e sono molto pignolo (soprattutto con me stesso). In seguito sul set è stato parecchio complicato gestire le comparse che talvolta erano troppe e altre volte mancavano.

È solo una passione giovanile o pensi di farne il tuo lavoro?

Vorrei fare di questa mia passione un lavoro in futuro, sia come regista sia come attore.

Progetti futuri?

Progetti futuri non ancora. Ho speso tantissime energie, idee e tempo per questo film. Ora ho davvero bisogno di “ricaricare le batterie”, ma tornerò sicuramente sul set il prima possibile!

E dopo aver sentito il punto di vista di questo giovane e debuttante regista, la parola passa a Lorenzo, co-protagonista, nonché migliore amico di Davide.

Lorenzo, che tipo di regista è Davide? Com’è lavorare con lui?

Ho trovato Davide molto professionale e attento ai dettagli, sicuramente anche con una buona base di nozioni tecniche che ha dimostrato nei giorni delle riprese e che gli sono servite nel montaggio. Molte le ha (in parte abbiamo) apprese dal direttore della fotografia, Giancarlo Avalle, e ciò ha rappresentato il “salto di qualità” rispetto a “Un hotel di troppo”. A mio parere può diventare un buon regista, ha le capacità e la passione necessarie. Come ogni buon regista che si rispetti è pignolo e fa di testa sua.

Tu e Davide siete grandi amici. Ti ha coinvolto in qualche modo anche nella stesura della sceneggiatura o nella revisione finale o ha fatto tutto da solo?

La stesura ha coinvolto solo Davide; io e lui abbiamo avuto modo di confrontarci durante le riprese e su aspetti del montaggio (poco perché non sono competente in materia). L’ho aiutato nell’organizzazione e negli aspetti logistici post- montaggio.

Il “far teatro” potrebbe trasformarsi in un vero e proprio lavoro o è più una passione giovanile?

Non basta sicuramente questo film per definirmi attore. Il teatro è un’arte che mi permette di esprimermi ed è in grado di riservarmi fantastiche esperienze, come “Bulli a metà”. Potrà diventare il mio lavoro? Perché no, ma non ci penso ora, sicuramente è una bellissima passione che ho intenzione di coltivare ed elaborare, ma non esclude altro.

Si intendono ringraziare per la produzione Vincenzo e Maria Durbano, Tiziana Cumerlato, Famiglia Rossi tramite “Produzioni Dal Basso” (piattaforma di crowdfounding) e le numerose collaborazioni.

 

Giulia Basso

II^Classico

Liceo Bodoni -Saluzzo

 

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