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Solidarietà | giovedì 16 febbraio 2017, 20:31

"L'accoglienza con i nostri occhi": anche la Granda presente alla conferenza dei care leavers a Torino

Ragazze e ragazzi tra i 16 e i 25 anni provenienti dalle province di Torino, Cuneo e Alessandria allontanati temporaneamente dalle famiglie a seguito di un decreto del Tribunale per i minori o perché minori stranieri non accompagnati hanno raccontato le proprie storie

"Anche e soprattutto in tempi di crisi come quelli attuali le istituzioni devono fare ogni sforzo per garantire e assicurare alle fasce più deboli e meno garantite della popolazione i servizi necessari. Per questo il Consiglio regionale, oggi, è onorato di ospitare la prima Conferenza dei Care leavers Network del Piemonte, che rappresenta un’occasione di dialogo con le istituzioni e la cittadinanza sui giovani e con i giovani che hanno vissuto e vivono esperienze di accoglienza eterofamiliare in un’ottica di rete, mutuo aiuto e autodeterminazione. Un''avventura' che raccoglie molte storie diverse con un progetto comune."

Con queste parole il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus ha aperto oggi, giovedì 16 febbraio nell'Aula di Palazzo Lascaris, l'incontro "L'accoglienza con i nostri occhi!", promossa dall'Associazione Agevolando con il sostegno dall'Ufficio della garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza Rita Turino, che ha sottolineato la necessità di "ascoltare e prendere sempre in considerazione il punto di vista dei minori".

Coordinati dal giornalista Luca Rolandi, il presidente dell'Associazione Federico Zullo e la coordinatrice del Care leavers Network Diletta Mauri hanno illustrato le finalità del progetto: dare forma e vita a una rete informale di giovani che vivono o hanno vissuto esperienze di accoglienza "fuori famiglia" (in comunità, affido o casa-famiglia) e sono coinvolti in un percorso di partecipazione e cittadinanza attiva.

Ragazze e ragazzi tra i 16 e i 25 anni provenienti dalle province di Torino, Cuneo e Alessandria allontanati temporaneamente dalle famiglie a seguito di un decreto del Tribunale per i minori o perché minori stranieri non accompagnati hanno raccontato le proprie storie e presentato un documento contenente alcune richieste.

"Crediamo sia fondamentale coltivare momenti di svago e interessi personali, come vacanze, musica e sport. Per quanto possano non sembrare aspetti fondamentali della nostra vita, in realtà ci aiutano molto scaricare la tensione, a distogliere l'attenzione dai problemi e a saper coltivare una passione - hanno sottolineato - . È importante creare rapporti di fiducia tra noi, gli educatori ed eventuali psicologi e assistenti sociali per riuscire ad essere ascoltati e a creare insieme un rapporto tale da sentirci trattati come persone."

"Per noi ragazzi - hanno denunciato - entrare in comunità è un passaggio complicato. È vero che nelle nostre famiglie abbiamo vissuto a volte anche situazioni drammatiche, però in ogni caso ci rimangono dentro. È importante che voi lo capiate e che ci aiutiate a gestire i rapporti con loro durante il percorso. Vi chiediamo, inoltre, di renderci partecipi di tutti i cambiamenti che riguardano il nostro percorso fuori famiglia, compreso il cambio di comunità e di rendere la comunità una 'palestra' per prepararci a essere autonomi e ad avere, una volta finito il percorso, gli strumenti necessari per affrontare la vita fuori."

La presidente dell’Ordine piemontese degli assistenti sociali Barbara Rosina, il responsabile del Servizio minori della direzione Politiche sociali e rapporti con le Asl del Comune di Torino Enzo Genco, l’educatore professionale della Circoscrizione 2 Angelo Testa, la responsabile del Servizio professionale territoriale di Fossano - Consorzio Monviso solidale Ornella Giraudo, la rappresentante piemontese del Coordinamento nazionale Comunità per minori Claudia Ottino e la procuratrice del Tribunale per i minori di Torino Anna Maria Baldelli hanno apprezzato le riflessioni proposte dai ragazzi e assicurato il massimo impegno per agevolarne il percorso di autonomia.

c.s.

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