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Economia | venerdì 17 febbraio 2017, 13:02

Crescita economica: l'export traina le imprese piemontesi, scende la domanda interna

Nel futuro la Granda farà la parte del leone, con le migliori prospettive di crescita a livello regionale

Le aziende piemontesi sono molto presenti all'estero, in termini di scambi ed accordi commerciali, in particolare negli stati membri della UE, Asia e continente americano. È questo il quadro che emerge dal convegno "Internazionalizzazione: sfida e opportunità per il Piemonte", in programma oggi all'Unione Industriale di Torino.

"I dati dell'ultimo trimestre sono positivi", ha commentato Fabio Ravanelli, Presidente di Confindustria Piemonte, "abbiamo registrato una piccola crescita, decisamente inferiore però agli altri paesi europei sviluppati".  Le filiere più rappresentate sono automotive(16%), edilizia (12%), abbigliamento e moda (12%), chimica (10%), agroalimentare (10%) ed energia (8%).

"L'incertezza", ha proseguito il numero uno degli industriali piemontesi, "è nemica delle imprese. Trump apre scenari destabilizzanti per le relazioni internazionali. Io però non appartengo al partito del catastrofismo, penso che il nuovo Presidente americano possa essere uno stimolo per il resto del mondo a cambiare prassi ed assetti".

"Per il 2017-2018 le prospettive segnano una tendenza all'accelerazione dell'export, che passerà dall'1,1% al 5%. Al contrario la domanda interna potrebbe rallentare: questo è grave, in particolare in un'ottica di "Industria 4.0". Il Piemonte è in grado di attrarre investimenti, ma manca una strategia", ha concluso Ravanelli.  

La provincia di Torino guida la classifica delle imprese presenti all'estero, seguita da Alessandria, Biella, Novara e Cuneo. In termini di futuro però è la Granda a fare la parte del leone, con la maggior prospettiva.

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redazione

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