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Cronaca | martedì 21 febbraio 2017, 16:00

Mondovì: giovane donna accusata del furto di cinque Playstation nel centro commerciale

I fatti si riferiscono al marzo 2014. Per due volte era riuscita a dileguarsi, alla terza era stata fermata dagli addetti alla sorveglianza

E' accusata di aver rubato cinque Playstation nell'arco di tre giorni dagli scaffali dell'Ipercoop di Mondovicino. L'aveva fatta franca le prime due volte, ma alla terza gli addetti alla sicurezza erano riusciti a bloccarla e a chiamare i carabinieri. Chiamata a rispondere dell'accusa di furto è O.N., trentenne di origine russa.

Tre gli episodi del marzo 2014 che le due guardie di vigilanza del supermercato hanno rievocato davanti al giudice: “Il 22 marzo abbiamo visto dalle videocamere di sorveglianza una giovane donna nascondere due consolles dentro a una borsa beige e sotto una giacca. Si è poi diretta verso un'uscita priva di sistema antitaccheggio. C'era un complice che l'aspettava, gli ha passato la merce e ha scavalcato il tornello. Quel giorno la galleria commerciale era molto affollata e li abbiamo persi”.

La donna era tornata il giorno successivo, da sola. Stessa tecnica: Playstation nascosta nella borsa e fatta passare dall'uscita senza controlli. Ed era riuscita a dileguarsi.

Il 28 marzo si era ripresentata, ma questa volta i sorveglianti l'avevano tenuta d'occhio: “In sala video l'abbiamo vista prendere due consolle, nasconderle dentro la solita borsa beige e depositarle nel carrello, che poi lasciava nei pressi del reparto panetteria. E' uscita e rientrata un altro paio di volte, cercando di camuffarsi con un cappello e un paio di occhiali da sole. Ha ripreso il carrello e cercato di scavalcare alla solita uscita. Ma la stavamo aspettando e l'abbiamo fermata”.

I sorveglianti l'avevano portata in ufficio e chiamato i carabinieri: “Ha restituito le ultime due Playstation, del valore di 738 euro, e si è offerta di pagare tutte quelle che aveva portato via”.

Il difensore dell'imputata ha domandato alle guardie come avessero accertato che la persona che avevano fermato il 28 marzo fosse la stessa che avevano visto in sala video, nonostante l'ultima volta indossasse occhiali e cappello: “Aveva utilizzato sempre la stessa borsa beige per nascondere la refurtiva, e per le sue caratteristiche fisiche”.

Udienza rinviata al 16 giugno per la discussione.


Monica Bruna

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