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Attualità | domenica 19 marzo 2017, 15:54

Sessant'anni del Trattato di Roma: una settimana di eventi a Cuneo, per riflettere su "L'Unione Europea a un bivio"

Il sindaco Federico Borgna riflette sulla necessità del rilancio dell'Unione Europea: "E' necessario che tutti noi, cittadini e amministratori, esercitiamo il nostro dovere di partecipazione attiva"

Il sindaco di Cuneo Federico Borgna

Cuneo celebra i sessant’anni dal Trattato di Roma con una serie di eventi promossi dall’associazione Apice e dalla Fondazione Crc dall’emblematico titolo “L’Unione Europea a un bivio”. Oggi l’Europa vive momenti difficili, oltre a festeggiare questo importante traguardo, è arrivato il momento di fermarsi a riflettere su come riprendere in mano la fiaccola che illuminò la nascente comunità europea.

“Questa settimana avremo l’occasione di festeggiare un lungo periodo di pace, inabituale per questo continente definito, non senza ragione “selvaggio” per le sue guerre secolari e, in particolare, per la tragedia di due guerre mondiali nel secolo scorso. Ma ci darà anche l’opportunità di celebrare la ricostruzione di questo continente su quelle macerie, il suo sviluppo economico, l’adozione da parte di 19 Paesi di una moneta unica, l’allargamento ai 28 paesi membri dell’Unione di Oggi, un sistema di protezione sociale unico al mondo e il suo impegno per la salvaguardia dell’ambiente. Tutto questo senza occultare le grandi occasioni mancate dal 1950 ad oggi, come il fallimento di due importanti progetti di Trattato: quello della Comunità europea della difesa (CED) nel 1954 e quello per una Costituzione europea nel 2005. O, ancora, il mancato completamento di una politica economica comune ad integrazione di una politica monetaria, già a vocazione federale”.

 

A questi fallimenti si aggiungono oggi la Brexit, i nuovi sussulti antieuropei e le recenti irruzioni del terrorismo, fenomeni che rischiano di indebolire ulteriormente un’Unione Europea già in difficoltà. Oggi si parla di Unione a due velocità, cosa pensa si possa fare per rilanciare questo progetto?

“Oggi l’Unione Europea vede scossa al proprio interno coesione e solidarietà e sente minacciata dall’esterno pace e sicurezza. Per rilanciarla è necessario che tutti noi, cittadini e amministratori, esercitiamo il nostro dovere di partecipazione attiva. Pensiamo all’esempio del Parlamento Europeo Giovani che abbiamo ospitato a Cuneo nelle scorse settimane, un segnale concreto di democrazia partecipativa da parte di una generazione che ha ricevuto molto dall’Europa in pace e generatrice di nuovi progetti, come l’Erasmus, il Servizio civile e il Corpo di solidarietà europeo. Da qui dobbiamo ripartire. Per i giovani è arrivato il momento di ricambiare, dando un contributo a rilanciare il progetto europeo, ridargli un’anima, ringiovanirlo nelle politiche e nelle sue istituzioni”.

 

La sfida più importante che oggi ci troviamo a fronteggiare e a cui l’Europa deve dare al più presto una risposta efficace, è sicuramente la politica di accoglienza dei flussi migratori. Un tema che tocca tutti, in particolare l’Italia e che vede direttamente impegnati anche Cuneo e tanti comuni della Provincia. Qual è la sua opinione?

“L’Europa non può chiudere gli occhi di fronte a questo drammatico fenomeno. Il nostro impegno per sostenere processi di pace, sicurezza e di riequilibrio economico e sociale ai nostri immediati confini, penso al Medioriente e all’Africa, è stato fino ad ora insufficiente, ma quello che sta davvero mancando è una cultura di accoglienza in grado di dare risposte a chi bussa alle nostre porte in cerca di libertà e di una vita migliore. Per questo è urgente mettere mano a politiche mirate all’accoglienza e alla solidarietà, valori umani imprescindibili, ma allo stesso tempo assicurando il rigoroso rispetto delle regole, perché l’integrazione passa attraverso la comprensione reciproca della cultura e del rispetto”.

bs

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