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Cronaca | lunedì 20 marzo 2017, 16:13

Cinquantenne assolto dall'accusa di maltrattamenti in famiglia

La sorella che lo aveva denunciato: “Percosse, sputi e insulti perché cercavo di farlo smettere di bere”

Tornato in Italia dopo un lungo periodo passato all'estero, era andato a vivere con la madre e la sorella. Quest'ultima sarebbe stata l'oggetto delle frustrazioni da parte dell'uomo, alcolizzato e disoccupato. Il cinquantenne abitante in paese vicino a Cuneo, italiano, a processo per maltrattamenti in famiglia, è stato assolto dal giudice questa mattina.

La donna quarantenne ha raccontato in tribunale perché nel novembre 2013 si era decisa a denunciare il fratello: Stava coricato tutto il giorno con a portata di mano le bottiglie di alcolici. Se cercavo di togliergliele diventava violento e io mi dovevo chiudere a chiave in camera per sfuggirgli. Cercavo di convincerlo di andare in comunità per disintossicarsi, ma lui ci resisteva poco tempo e poi tornava a casa. Ad un ennesimo tentativo di strappargli di mano la bottiglia mi aveva preso per un braccio e me lo aveva storto mentre mi sputava in faccia”.

Oltre alle violenze fisiche la donna sarebbe stata insultata e denigrata: “Stavo passando un periodo difficile ed ero in cura con ansiolitici. Lui mi diceva che ero fuori testa, per tre anni ho pianto tutti i giorni”. E sul suo aspetto fisico: “Secondo lui avevo un aspetto sgradevole, nessuno mia avrebbe voluta”.

La quarantenne è andata a vivere da sola da un paio d'anni: “Ogni tanto incontro mi fratello per la strada. Vivacchia, fa lavori saltuari in campagna. Ho cercato di aiutarlo economicamente ma più di tanto non posso fare”.

Il pm Luigi Dentis per l'imputato aveva chiesto la condanna a 16 mesi di reclusione: “Quando la sorella cercava di convincerlo ad uscire dal tunnel dell'alcolismo si riceveva percosse e sputi. Ha vissuto in un costante stato di prostrazione fino a quanto non ha deciso di andarsene da casa, dopo la morte della madre”.

La difesa ha sollevato dubbi sullo stato di punibilità per l'uomo il cui perenne stato di ubriachezza avrebbe fatto scemare la sua capacità d'intendere e di volere.

Monica Bruna

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