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Peccati di... gula | lunedì 20 marzo 2017, 16:07

Prof per un giorno: una mattinata diversa alla Scuola Alberghiera di Barge

Sala o Cucina? Quale conta di più nell’equilibrio di un ristorante? Domanda difficilissima, soprattutto se ti trovi davanti un pubblico attentissimo di ragazzi in divisa

Una mattinata diversa  alla Scuola Alberghiera di Barge

Trovarsi davanti a una trentina di ragazzi di sedici anni a  tenere una lezione per chi, come me, ha consapevolmente rifiutato di fare l’insegnante perché non si riteneva all’altezza, è già una bella sfida. Se poi l’argomento in questione è uno dei più spinosi della ristorazione moderna, la questione si fa pesante.  Lo dico sinceramente: quando i professori Daniele Putto e Davide Oglietti dell’Istituto Alberghiero di Barge me ne hanno parlato, mi sono preoccupata non poco.

Sala o Cucina? Quale conta di più nell’equilibrio di un ristorante?  Domanda difficilissima, soprattutto se ti trovi davanti un pubblico attentissimo di ragazzi in divisa, metà aspiranti chef in giacca bianca, metà futuri maitre in giacca blu e cravatta d’ordinanza. 

Qualunque sia la risposta esatta a questo dilemma, mentre parlavo, ho capito che  la vera risposta stava in quei ragazzi attenti e nei loro insegnanti che desiderano far conoscere loro realtà variegate, far intervenire esterni a scuola, pianificare gite che allargheranno i loro orizzonti sul fronte dell’enogastronomia, organizzare stage, mettere gli allievi in contatto con grandi chef e importanti realtà ristorative. Il tutto senza guardare sabati, domeniche, orari. Perché se devono trasmettere l’amore per uno dei mestieri più affascinanti, ma che richiedono più sacrificio, i professori  hanno capito che vale più l’esempio che ore e ore di lezione. E che se le Scuole Alberghiere hanno un futuro, possono averlo solo rimanendo ben ancorate alla realtà, seguendo l’evoluzione di un mondo che cambia alla velocità della luce, ma che deve vivere nel rispetto delle tradizioni.

E alla fine la lezione l’ho avuta io.

Paola Gula

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