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Eventi | lunedì 17 aprile 2017, 15:34

In scena ai Portici di Fossano la trasposizione teatrale della commedia "Divorzio all'italiana"

Venrdì 21 aprile. Ambientato nella Sicilia degli anni 60, offre uno scorcio su una società arretrata, dove era possibile il "delitto d'onore"

Venerdì 21 aprile, al Cinema Teatro I Portici, Via Roma 74, Fossano, alle 21, aìndrà in scena IL DIVORZIO, libero adattamento teatrale da Divorzio all’italiana di Pietro Germi - di Magdalena Barile con Antonio Grazioli, Laura Negretti, Gustavo La Volpe, Franco Maino e Silvia Ripamonti regia di Roberto Recchia

TEATRO IN MOSTRA Prima trasposizione teatrale della commedia tra le commedie! Divorzio all’italiana di Pietro Germi è infatti il capolavoro della commedia all'italiana oltre che un ironico e godibilissimo ritratto della mentalità e delle pulsioni di una certa Sicilia di provincia dell’inizio degli anni’60 che prende di mira, con graffiate ironia e con un sarcasmo a volte feroce, due situazioni di arretratezza legislativa di un’Italia in pieno boom economico: la mancanza di una legge sul divorzio, che arriverà solo nel 1970, e soprattutto l'anacronistico articolo 587 del codice penale che regolava il delitto d'onore, che verrà abolito soltanto venti anni dopo.

LA TRAMA Sicilia, inizio degli anni ’60. Nell'immaginario paese di Agramonte vive il barone Ferdinando Cefalù, detto Fefè. L'uomo è coniugato con l'assillante Rosalia, donna bruttina che lo ama appassionatamente ma per la quale ha perso ogni attrazione. Fefè è infatti innamorato della bella e giovane cugina Angela e non potendo ricorrere al divorzio, non ammesso dalla legge italiana, decide di ricorrere al cosiddetto "Delitto d'onore", ma per farlo dovrà prima trovare un amante alla moglie così da poterli sorprendere insieme, ucciderli e scontata una lieve pena per motivo d'onore sposare finalmente l'amata Angela. Ma, tra calde notti estive al chiaro di luna e mandolini che suonano, il piano non andrà come Fefè spera e le cose si complicheranno... Una partitura grottesca, ironica e pungente dove i protagonisti assoluti sono i cliché del perbenismo e del maschilismo di un’Italia d’altri tempi; in quella Sicilia di provincia si accentrano infatti, come sotto una lente caricaturale, i connotati di un'intera nazione, ancora oppressa, nelle leggi e nei costumi, da retaggi culturali arcaici. Il risultato è una graffiante satira di una società maschilista che includeva una follia legislativa come il "Delitto d'onore".

Biglietti Prosa intero: 15€ Prosa ridotto: 12€ Prosa Ridotto Speciale Studenti (carta IOSTUDIO): 8€

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