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Cronaca | venerdì 21 aprile 2017, 15:14

Racconigi, parrucchiera condannata a un anno per appropriazione indebita

Per un ammanco di 12 mila euro. Erano spariti dalla cassa del negozio

Era stata accusata dal suo ex datore di lavoro di aver messo mano alla cassa del negozio di parrucchiere a Racconigi, trattenendo per sé parte degli incassi. La donna, D.L. residente a Lequio Tanaro, a processo per appropriazione indebita, è stata condannata a un anno di reclusione (pena sospesa) dal tribunale di Cuneo. La somma sottratta ammonterebbe a 12 mila euro in quattro anni.

Dopo sei mesi dalla sua assunzione nel 2008, mi resi conto che c'era qualcosa che non andava”, aveva raccontato al giudice il titolare, che si è costituito parte civile. “Facendo i conteggi mi ero accorto che mancavano circa 4 mila euro di incassi rispetto all'anno prima, tenendo conto delle prenotazioni segnate in agenda, eppure il lavoro non era diminuito”. Il parrucchiere decise di dividere le casse: “Dividendo le casse uomo-donna gli ammanchi erano diminuiti. I miei incassi erano tornati ai valori normali, anzi erano aumentati, dalla sua cassa invece mancava del denaro. Le chiesi spiegazioni, rispose che il lavoro era quello e che lì dentro non c'era solo lei”. La moglie del titolare infatti lavorò per qualche mese in contemporanea con la donna. Per controllare cosa facesse la donna in sua assenza, durante le pause pranzo, il parrucchiere fece montare una telecamera nel negozio: “La vidi mentre prendeva i soldi dalla cassa per cinque giorni di fila”.

L'imputata si è difesa: “La cassa era nella disponibilità di tutti, io avevo fatto prelievi per pagare materiale che avevo già anticipato e per comprare il pranzo alle ragazze, come da accordi. Avevo iniziato a lavorare come socia al 50 per cento, poi sono passata part-time e co.co.co.. Negli ultimi tempi l'ambiente era invivibile, avevo discussioni con la moglie del titolare. Sono stata licenziata dopo il video, ho intentato una causa di lavoro, ma non sono stata reintegrata”.



Monica Bruna

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