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Cronaca | venerdì 19 maggio 2017, 14:15

Processo per l'omicidio di Paroldo: “Il pensionato potrebbe anche essere morto per cause naturali”

In Corte d'Assise i pareri dei consulenti della difesa

C'è la possibilità che S.V. sia morto per cause naturali. E' quanto sostenuto questa mattina in Corte d'Assise dal dottor Francesco Romanazzi dell'ASL Cn2, consulente per la difesa di A.C..

La donna è accusata dell'omicidio del marito. Il corpo del pensionato di 78 anni era stato trovato addossato ad un nocciolo a pochi metri dalla loro casa a Paroldo, l'8 giugno 2016. La pubblica accusa sostiene che la vittima sia stata soffocata dopo essere stata narcotizzata.

Soltanto una delle possibili cause di morte, ha confutato invece il medico legale consulente dell'avvocato Andrea Naso: “Il quadro di asfissia in questo caso non era chiarissimo, a causa dell'assenza di lesioni o escoriazioni sul collo o sul volto. Nulla esclude che il decesso sia stato conseguenza di un soffocamento accidentale o piuttosto per cedimento funzionale del miocardo. Date le pregresse condizioni precarie di salute della vittima, è frequente che si possa verificare un cedimento della pompa cardiaca in fase digestiva”.

L'altro consulente tecnico di parte che ha testimoniato oggi, è stato il dottor Giorgio Portera, già consulente del Ris di Parma, genetista presso il Dipartimento di biotecnologie mediche all’Università di Milano. Portera ha analizzato gli stessi reperti sui quali si era espresso anche il dottor Paolo Garofano, porzioni della corda ritrovata sul corpo di S.V. e suoi capi di vestiario, criticando, in parte, il lavoro e la metodologia adottati da quest'ultimo: “La presenza di Dna di altri soggetti oltre ad A.C. e alla vittima non è stata approfondita mediante ulteriori ripetizioni, dunque non verificandone la variabilità. In questo modo si sarebbe potuto offrire un quadro più chiaro della situazione”.

La discussione del processo è stata fissata il 29 maggio.

Monica Bruna

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