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#controcorrente | 20 maggio 2017, 13:52

#controcorrente: l’Albese ha mollato un sonoro schiaffo a Cuneo

Invece di cercare un accordo di promozione turistica con il territorio che dalle montagne della “Granda” scende verso la pianura, i “langhetti” hanno firmato una collaborazione con il Comune di Torino

#controcorrente: l’Albese ha mollato un sonoro schiaffo a Cuneo

L’Albese ha mollato un sonoro schiaffo a Cuneo. Che non sia mai corso buon sangue tra i due territori della provincia “Granda” è un dato di fatto. Ma, ora, è anche una scelta certa. Infatti, con il poco opportuno sostegno della Regione, i sindaci di Alba e Bra, insieme ai vertici dell’Ente Turismo Langhe e Roero, hanno firmato un accordo con il Comune di Torino per promuovere reciprocamente il turismo delle due zone. In sostanza, i visitatori del capoluogo piemontese saranno incentivati ad andare in quella parte della provincia di Cuneo e viceversa. Pur nella legittimità della decisione, viene da chiedersi: ma l’Albese e i dintorni si sentono parte della “Granda” solo quando fa loro comodo? Forse, prima di avviare un’alleanza con il Torinese sulla promozione turistica, era meglio cercarla con il resto della provincia di Cuneo e, poi, insieme, unire il tutto in un progetto unico. Anche perché, secondo i dati regionali, il territorio rappresentato dall’Azienda Turistica Locale del Cuneese (Atl) nel 2016 ha raggiunto 1.042.371 presenze di visitatori (terzo in Piemonte), mentre quello Langhe Roero si è fermato a 707.420. Nonostante la Fiera del Tartufo e le continue manifestazioni allestite durante l’intero anno. Evidentemente gli incantevoli paesaggi e le preziose risorse monumentali e artistiche offerte dal territorio che dalle montagne scende verso la pianura poco interessa ad Alba e dintorni. Pur avendo aperto a Cuneo un nuovo e funzionale ufficio di promozione turistica e incassato un enorme successo per l’organizzazione della Borsa Internazionale del Turismo Enogastronomico, con la presenza di operatori provenienti da diversi Paesi del mondo.

Il presidente dell’Atl del Cuneese, Mauro Bernardi, di recente ha detto: “Bisogna imparare a fare sistema, a creare sinergie e collaborazione: il Cuneese e le Langhe non sono due cose distinte ma due punti fermi del turismo della nostra provincia, che si potenziano l’un l’altro. Solo offrendo un “pacchetto completo” possiamo avere la possibilità di attirare un turismo italiano e straniero, al quale mettere a disposizione un paesaggio meraviglioso, un’enogastronomia d’eccellenza, sport e cultura: il tutto proposto con servizi competitivi”.

Parole sagge, ma probabilmente non così condivise dai suoi colleghi albesi.

Una sostanziosa responsabilità nella situazione che si è creata ce l’ha anche il presidente della Provincia e sindaco di Cuneo, Federico Borgna, il quale, a parole, continua a predicare la necessità di imbastire ragionamenti per vaste aree del territorio, ma, poi, in pratica, non riesce a tenere insieme i pezzi della “Granda” . E così, ancora una volta, Cuneo torna nell’angolino, schiacciato dall’incapacità dei suoi amministratori pubblici e imprenditori di avere una visione strategica sul proprio futuro.

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