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Eventi | 23 maggio 2017, 13:01

Il Nuvolari di Cuneo riapre con una formula nuova: saranno i giovani i protagonisti del 25° anno

Ieri sera l'annuncio di Alberto Castoldi: "E' una sfida per non far morire tutto e dimostrare che c'è bisogno di spazi come questi"

Foto tratta dalla pagina Facebook di Club Vision

Foto tratta dalla pagina Facebook di Club Vision

Il Nuvolari Libera Tribù aprirà il prossimo 1° giugno e resterà aperto fino al 6 agosto. L'ufficializzazione ieri sera, nel corso di una presentazione informale alla presenza dei giovani che prenderanno le redini dell'evento cuneese. Alberto Castoldi, il creatore di uno dei festival musicali più importanti del Piemonte, resterà un po' nell'ombra, come ha detto lui stesso.

"La situazione economica attuale è molto difficile. E' cambiato tutto nel panorama musicale, i giovani sono sempre meno affezionati a questo tipo di eventi, per cui abbiamo deciso di rivedere la formula: il Nuvolari sarà aperto il giovedì, venerdì e sabato, con qualche probabile apertura domenicale. La gestione artistica è stata affidata ad un gruppo di giovani, da tempo amici del Nuvolari", ha spiegato Castoldi.

Chi si occuperà del lato artistico? Andrea Reghezza, Simone e Gabriele Giletta (I Club Vision, che apriranno il Festival il prossimo 1° giugno con una serata ad ingresso gratuito), Niccolò Garro, che ha seguito la programmazione del SUBurbia a Cuneo e Dario Audisio di Caramagna Piemonte. Tutti appassionati musicisti, ai quali Castoldi ha affidato il festival nel suo 25° anno.

Il programma non è ancora stato ufficializzato, anche se i gruppi che suoneranno al Nuvolari saranno per lo più locali. Qualche annuncio c'è già stato: i Bad Bones il 9 giugno e i Cripple Bastards il 14 luglio.

Il giovedì lo spazio di via Parco della Gioventù vedrà la collaborazione delle associazioni locali, il venerdì sarà destinato ai concerti e il sabato ad eventi a pagamento.

"E' una sfida per non morire", ha ammesso Castoldi. Che ha concluso: "Il Nuvolari deve continuare ad esistere, noi dobbiamo dimostrare che c'è bisogno di spazi come questi".

barbara simonelli

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