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Cuneo e valli | mercoledì 14 giugno 2017, 07:31

Precipitazioni inferiori alla media e caldo che stringe la sua morsa: soffrono le colture del Piemonte

Monitoraggio di Coldiretti lungo tutta la Penisola. La nostra provincia tra le più calde della Regione

Immagine di repertorio

Con le precipitazioni primaverili inferiori del 50% rispetto alla media del periodo di riferimento e dopo un inverno particolarmente asciutto, con un deficit idrico del 48%, ora a preoccupare seriamente è la siccità.

È quanto emerge da un monitoraggio di Coldiretti svolto lungo tutta la Penisola. 

Dati che si riflettono anche in Piemonte dove fa caldo, non piove e la siccità fa sentire la sua morsa in particolare, al momento, nelle province di Cuneo, Asti ed Alessandria. Nella provincia di Torino, nei giorni scorsi, sono caduti 30-40 millimetri di pioggia che hanno avuto un effetto benefico sulle coltivazioni, ma comunque non hanno compensato la ridotta piovosità di maggio, solitamente mese caratterizzato da abbondanti piogge.

Ora però si attendono giorni di caldo torrido che potrebbero portare a carenze idriche il mais, in fase di levata, i cereali autunno-vernini in fase di maturazione e gli ortaggi.

In tutta la regione, a soffrire maggiormente, quindi, i cereali, i girasoli, le coltivazioni frutticole ed orticole. La campagna cerealicola, infatti, potrà registrare rese inferiori del 30-40% a causa della ridotta disponibilità idrica durante tutto il ciclo poiché le piogge di maggio sono arrivate tardivamente e le coltivazioni foraggiere hanno anch’esse risentito della siccità primaverile, con rese sensibilmente inferiori alle medie.

L'agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli – affermano Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – I costi di irrigazione sempre più elevati, mettono in difficoltà le nostre imprese agricole per questo sono necessari interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull'uso corretto dell'acqua.

Serve un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca ed innovazione per lo sviluppo di coltivazioni con un ridotto fabbisogno idrico. Al momento, nella nostra Regione, si prosegue con l’irrigazione, ma i pozzi, soprattutto quelli meno profondi, iniziano a prosciugarsi, mentre a livello montano il caldo anticipato, se da un lato consente di mantenere un buon livello idrico dei torrenti, dall’altro fa prevedere un anticipo della crisi idrica, che in genere arriva in agosto.

I tecnici di Coldiretti sono al lavoro per monitorare continuamente la situazione e per poter prevedere misure idonee al sostegno delle colture che stanno soffrendo, oltre a prevenire ulteriori danni all’economia delle imprese”. 

c.s.

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