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Politica | mercoledì 14 giugno 2017, 08:08

Cuneo: il primo nodo da sciogliere per la giunta è il vicesindaco

In pole position ci sono Patrizia Manassero (Pd) e Luca Serale (Centro per Cuneo). A seconda di come evolverà la situazione a uno dei due potrebbe toccare la Presidenza del Consiglio comunale. Borgna dovrà lavorare di cesello per comporre l’esecutivo

Federico Borgna

Federico Borgna

La vittoria di Federico Borgna al primo turno consegna al riconfermato sindaco ampi poteri nel formare la nuova giunta e nell’attribuire le deleghe agli assessori. Queste prerogative sono di per sé proprie di tutti i sindaci, ma in questo caso, con una percentuale bulgara che sfiora il 60 per cento, Borgna i poteri li ha quasi raddoppiati.

Fatta questa premessa, ciò non significa che per lui sia più facile formare un esecutivo che soddisfi tutti.

Il primo interrogativo è di natura aritmetica. La giunta uscente è attualmente composta da 7 assessori: resteranno tali o il loro numero verrà portato a 8 o addirittura a 9?

I due maggiori azionisti della coalizione, Pd e la lista civica “Centro per Cuneo”, dispongono di 7 seggi ciascuno. Sono divisi da soli 16 voti a vantaggio del Pd.

“Cuneo Solidale e Democratica” e “Crescere Insieme” ne hanno 3 a testa.

A ruota seguono i Moderati che hanno portato a casa un solo consigliere, ma fanno pur sempre parte della maggioranza.

A fronte di questi numeri, Borgna potrebbe pensare di ricorrere all’intramontabile (e mai superato) manuale Cencelli e spartire la torta.

In realtà, la partita è appena più complessa perché mettere insieme soggetti che se ne sono dette di tutti i colori fino a tre mesi fa non sarà propriamente una passeggiata.

Ma procediamo con ordine, altrimenti anche per i lettori la matassa risulta più ingarbugliata di quel che già è.

I primi nodi da sciogliere riguardano il vicesindaco e il presidente del Consiglio comunale.

Patrizia Manassero e Luca Serale, sulla scorta dei risultati elettorali, hanno ambedue le carte in regola per assumere entrambi i ruoli.

Manassero per suggellare (politicamente e in maniera definitiva) la riappacificazione tra Borgna e il Pd. Serale perchè, forte dell’ampio consenso personale ottenuto (716 preferenze), ha battuto il record detenuto fino qualche giorno fa da Piercarlo Malvolti (608).

La battaglia sarà cruenta ma tutta sotterranea. Il Pd vuol far pesare gli accordi (scritti o orali che fossero) stabiliti alla presenza del segretario regionale del partito Davide Gariglio.

Resta comunque il fatto che se Patrizia Manassero venisse chiamata al ruolo di vice verrebbe sollecitata a lasciare il Senato creando non pochi problemi all’assemblea di Palazzo Madama, come altri analoghi casi tutt’ora aperti dimostrano.

Se, viceversa, accettasse il ruolo di presidente del Consiglio comunale, nessuno probabilmente avrebbe ad eccepire rispetto al doppio incarico, trattandosi di una funzione istituzionale e non esecutiva.

Formuliamo queste considerazioni sulla base della logica, ben sapendo essere criterio che quasi mai funziona in politica. Va da sé che se così fosse,  Serale potrebbe essere riconfermato nel suo attuale ruolo.

Per quel che concerne gli assessori è verosimile ipotizzare – a maggior ragione dopo il risultato ottenuto – che Borgna voglia nominarne un paio di sua stretta fiducia, prescindendo dal manuale Cencelli.

Azzardando una giunta a 9, resterebbero 6 gli assessori da designare, se escludiamo da questo ragionamento il vicesindaco. Un’opzione sul tappeto è quella che a ne vorrebbe altri  due al Pd e altrettanti al “Centro per Cuneo” e uno ciascuno a “Cuneo Solidale e Democratica” e a “Crescere Insieme”.

Ma è pensabile che queste due formazioni, che rappresentano l’ossatura storica della coalizione, si accontentino delle briciole?

L’unico nome che al momento tutti indicano come certo è quello di Paola Olivero, che di “Crescere” è appunto espressione.

Avventurarsi su altri nominativi, così come il cimentarsi sulle possibili deleghe, in questo momento risulterebbe velleitario. E’ appena il caso di ricordare che in ballo c’è anche la rappresentanza di genere, espressamente richiesta dalla normativa, che determina un’ulteriore complicazione.

Resta un problema non di poco conto: trovare un incarico per l’avvocato Alberto Coggiola che rappresenta i Moderati. Per lui, se la coperta nell’esecutivo si rivelasse troppo stretta, potrebbe sempre esserci la presidenza di qualche società partecipata. Acqua e Rifiuti sono settori destinati ad acquisire importanza nei prossimi anni, ma è un’opzione che non è detto risulti gradita ai Moderati.

 

 

Giampaolo Testa

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