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Attualità | lunedì 19 giugno 2017, 14:01

Fratelli d'Italia-AN Cuneo sullo ius soli: "L'Italia multietnica si riconosce come "nuova patria" dei figli di immigrati?"

Riceviamo e pubblichiamo

Foto generica

Gentile Direttore,

la legge in discussione sulla concessione della cittadinanza italiana agli immigrati scatena contrasti e nuove divisioni  in un momento già grave per l’emergenza sociale e l’immigrazione.

Il governo di centrosinistra,  i suoi sostenitori e le associazioni cosiddette progressiste ne fanno una priorità in nome di una ipotetica svolta di civiltà. Vogliono sancire la fine totale del principio dello “ius sanguinus”, che prevede la durata di 10 anni prima di poter richiedere la cittadinanza onde permettere la necessaria integrazione, a favore di uno “ius soli”, che permetterà a milioni  di nati in Italia da cittadini immigrati (attualmente sono un milione) di divenire comunque italiani in breve tempo e senza alcuna condizione.

L’Italia multietnica e multiculturale che irrompe si riconosce come “nuova patria” di questi figli di immigrati?

I fenomeni di intolleranza e di contrasto a livello sociale si verificano soprattutto nelle società dove non c’è una cosciente identità nazionale. Ecco perché noi vogliamo condizioni e risoluzioni che diano un senso comunitario a chi vuole diventare cittadino italiano: solo così si metabolizzano le differenze.

La consapevolezza dell’appartenenza  alla nostra comunità non si impone per legge. Altrimenti sarà l’eutanasia dell’Italia.

Grazie,

Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Cuneo

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