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Alba e Langhe | domenica 16 luglio 2017, 20:07

Fabrizio Moro, fascino bohémien a #collisioni2017: "Questo palco è meglio di Sanremo"

Bello e maledetto, il cantautore romano ha regalato al pubblico di Barolo un'appassionata esibizione in acustico. Facendo uscire tutta la sua indole ribelle.

Quando suona il primo accordo alla chitarra, le voci si placano, l'aria si ferma, l'atmosfera si fa improvvisamente più intima e sensuale. La sua voce graffiante, arrabbiata e sensuale scuote l'animo dei tanti "collisionati" in cerca di poesia nella piazza di Barolo. E lui, da bravo artista seducente e dannato, non delude le aspettative.

Fabrizio Moro porta sul palco di Collisioni quel vitalismo decadente che ha fatto innamorare tutti qualche anno fa, quando cantava Pensa in onore delle vittime di mafia.

Un amore poi cresciuto grazie all'intimità sincera e malinconica delle sue ballate, rafforzato dalla grinta ribelle delle canzoni più anticonformiste, fuori dal sistema.

E per la prima volta il cantautore romano fa visita al festival di Barolo: "E' bellissimo qui, grazie davvero per avermi invitato. Ho chiesto al direttore artistico di organizzare un concerto prossimamente".

Moro sta portando la sua musica in giro per l'Italia, con quello spirito zingaro e vagabondo che lo rende tanto affascinante e magnetico. "Ho cominciato a suonare per le feste dell birra a Roma, e adesso mi sono ritrovato nel palazzetto dello sport della capitale. Sanremo è ancora un'altra storia... Lo considero un grande amplificatore per ogni artista che ha avviato un percorso indipendente. Ma, a essere sincero, preferisco di gran lunga questo tipo di palco, e voi".

Per il pubblico di Collisioni canta Libero, la canzone che gli ha spalancato a tutti gli effetti le porte del successo.

"Il desiderio di libertà non si è ancora placato. Devo sempre avere, ogni mattina, un punto di riferimento per cui lottare... E non voglio raggiungerlo troppo presto. Trovo la pace nelle piccole cose: un bicchiere di vino con un amico, stare insieme ai miei bambini".

E ancora canzoni, ancora poesia. Sono solo parole, testo poi ripreso da Noemi, e la stupenda Portami via, cantata a Sanremo.

"Quando altri artisti interpretano delle canzoni scritte da me, mi succede sempre di trovarci dentro qualcosa di nuovo, a cui io non avevo pensato. Se canto, non riesco a distaccarmi dalle emozioni che provo. E sono sempre molto severo con me stesso, non mi piacciono mai le mie esibizioni".

Eppure Barolo si è fermato, di fronte alla bellezza della sua musica. Una ventata di arte maledetta, per un dolce tramonto sul festival agrirock.

 

Manuela Marascio

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