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Alba e Langhe | domenica 16 luglio 2017, 17:00

Raphael Gualazzi, note jazz a #collisioni2017: "Nella musica ci vuole una sana follia"

Il cantautore ha fatto tappa a Barolo nel corso del tour italiano che lo vedrà impegnato tutto il mese. E ha raccontato l'origine del suo amore per la musica.

"Suonare dal vivo per me è una vera liberazione, come aprire le ali. E l'improvvisazione conta ancora molto, non solo nella musica, ma nella vita in generale"

Ha reso nuovamente popolare il jazz in Italia, conquistando anche gli animi apparentemente più lontani dal genere. E oggi, dopo aver chiuso a Serravalle una data del tour che lo sta impegnando in tutta Italia, è passato da Barolo per portare la sua musica e il suo charme d'altri tempi. Raphael Gualazzi ha raccontato dal palco della Piazza Verde il suo percorso musicale, dal primo approccio con il pianoforte fino alle tante collaborazioni con artisti internazionali.

"A sette anni ho scoperto il pianoforte: era un po' come un gioco, vedevo i tasti come dei pulsanti che, schiacciati, facevano capitare qualcosa. All'inizio non mi piaceva andare a lezione e studiare quello che mi veniva imposto. Poi, a dodici anni, ho incontrato un maestro che mi ha fatto davvero innamorare dello strumento. Ed era un pazzo, ma è giusto così: nella musica ci vuole una sana pazzia. Il conservatorio non l'ho finito, sono stato rapito dal blues. Che è un genere in cui conta moltissimo l'intensità dell'interpretazione, per questo, pur essendo formato dai soliti accordi, ha moltissime sfaccettature".

 

Manuela Marascio

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