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Curiosità | domenica 16 luglio 2017, 20:06

San Damiano Macra : Nadir Valente e la forza del pensiero

Nel corso del Primo Incontro di Scultura e Arti Plastiche, la solida carta che non ti aspetti


Dell'evento in Val Maira abbiamo parlato nei giorni scorsi2017/07/06/sommario/cuneo-e-valli/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/pensieri-di-pietra-dal-14-al-16-luglio-a-san-damiano-macra-musica-teatro-scultura-e-gastronomia-i.html.

Tra gli artisti che vi hanno preso parte, dal 14 al 16 luglio, attrae per originalità Nadir Valente.

Egli, forse, ha giocato con le parole. Il forse è d'obbligo: non essendo presente (per altro impegno artistico concomitante), non abbiamo potuto chiederglielo. Sta di fatto, però, che ha fatto trovare, all'ombra di un gazebo deserto, un testo su foglio A4 plastificato . Principiando con il di lui nome e cognome, tale testo proseguiva così: “Carmagnola (TO), 1982. Vive e lavora a Torino. L'artista è interessato a riprodurre la realtà, ma non secondo i criteri convenzionali della società dello spettacolo in cui siamo inseriti.”

Seguivano altre undici righe di testo, descrittive del di lui operare artistico. Forse, leggendole, si poteva comprendere il perchè di quei blocchi di carta fatta curiosamente scorrere così da formare dei blocchi caratterizzati da singolari sfumature di colore. Ma... tant'è: la velocità che è preda del distratto avventore dell'artistico gazebo fa sì che si vada a tentare, con italica e decisa fermezza, di prelevare la sottile traccia cartacea che sta più in alto. Ed ecco, quindi, nascere il “Pensiero di Pietra” celebrato dall' evento: “saranno certamente degli originali biglietti da visita dell'artista ! “, è la reazione-mentale-media dei passanti che, percependo nell' istante successivo la natura dei fogli in qualche misura saldati tra di loro, ben presto desistono... con malcelata sorpresa.

In definitiva, la raffigurazione di una roccia dalle striature cangianti è stata scambiata, spesso e volentieri, per una catasta di invitanti fogli messi lì per il pubblico. Lo si è testato sul posto e ne è prova il disallineamento della parte alta, in particolare, del “blocco simil-pietra” posizionato nei pressi della prima citata descrizione, in formato A4, dell'artista.

Va a Valente, quindi, a giudizio di chi scrive queste righe, la palma per lo straniamento, per la corsa all'equivoco, per la non risolutezza a ridosso di un “Pensiero di Pietra” che, ironicamente, ha finito per beffare lo spettatore.



 

 

Marco Roascio

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