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Cronaca | giovedì 20 luglio 2017, 20:03

Carcere a Cuneo: il sindacato Osapp lamenta poca attenzione verso gli agenti di polizia penitenziaria

Alcuni giorni fa un giovane extracomunitario ha bruciato un materasso e istigato i compagni di cella a ribellarsi al personare carceraio

Dall’inizio di questa settimana, problemi e disagi nel Carcere Cerialdo di Cuneo. In data 17 luglio, un detenuto extracomunitario 22enne, in carcere per rapina, ristretto nel reparto isolamento dava fuoco al materasso, prontamente l'incendio veniva spento dal personale di Polizia Penitenziaria di servizio, successivamente, dopo essere stato visitato nella locale infermeria veniva allocato in altra cella dove spaccava termosifone ed altro allagandola.

In data 19 luglio, un altro detenuto extracomunitario, 40enne, in carcere per rapina ed altro, veniva accompagnato presso l’ufficio Matricola per notifiche ed altro, ivi giunto lo stesso si rifiutava di sottoscrivere gli atti e dava in escandescenza. Per contenerlo interveniva un congruo numero di personale. Al termine di tale intervento, veniva accompagnato in sezione, dove riusciva a coinvolgere tutti gli altri detenuti in una protesta nei confronti del personale con rifiuto di rientrare nelle proprie celle. Lo stesso detenuto in data odierna è stato raggiunto da un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale.

A denunciare la serie di gravi episodi è l’O.S.A.P.P. - (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci.

“Purtroppo - prosegue il leader del sindacato - le condizioni del carcere di Cuneo sono tra le peggiori sul territorio nazionale e l’Istituto in particolari giornate si presenta come un vero e proprio girone dantesco per il personale di Polizia Penitenziaria che vi presta servizio e soprattutto per le qualifiche più basse in servizio nelle sezioni detentive soprattutto a causa del grave scollamento tra questi ultimi e le qualifiche di concetto. A tale situazione si aggiunge poi la generale incuria che contraddistingue l’inerzia della Dirigenza Penitenziaria, in particolare della sede centrale dell’amministrazione, rispetto ai crescenti disagi degli addetti di Polizia Penitenziaria”.

Non ci nascondiamo - conclude Beneduci – la notevole preoccupazione per situazioni quale quella dell’Istituto di Cuneo rispetto alla possibilità, tutt’altro che remota che la constatata indifferenza dell’amministrazione centrale possa determinare condizioni di pericolo per il Personale di Polizia Penitenziaria ancora maggiori."

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