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Attualità | sabato 22 luglio 2017, 13:00

Cuneo, al buio le vetrine di Corso Nizza: "Niente polemiche con l'amministrazione, chiediamo solo più coinvolgimento"

A parlare è Alberto Prandoni, presidente del comitato dei negozianti della zona: ieri sera (21 luglio) la discussa presa di posizione degli esercenti

Uno dei cartelli informativi apparsi ieri sulle vetrine dei negozi di Corso Nizza

I portici sono senza alcun dubbio particolare distintivo della città di Cuneo, fuori e dentro i confini provinciali. E in questi ultimi due giorni sono stati proprio loro i protagonisti, per la precisione quelli di Corso Nizza, a seguito del dibattito aperto dai negozianti della zona in merito alla grave (secondo loro) mancanza di comunicazione e coinvolgimento in relazione agli eventi cittadini.

Goccia che sembrerebbe aver fatto traboccare il vaso, lo ricordiamo, è stata la decisione dell'amministrazione comunale di chiudere le strade del centro alle 18.30 in occasione dell'edizione di quest'anno dell'Illuminata, misura alla quale i negozianti hanno reagito indicendo una forma di protesta pacifica per la serata di ieri (venerdì 21 luglio) e spegnendo proprio alle 18.30 le luci delle proprie vetrine, relegando Corso Nizza a un buio in nettissimo contrasto con la "illuminata" via Roma.

"Il messaggio che abbiamo voluto mandare simboleggia la nostra ricerca costante di comunicazione e cofronto con gli enti cittadini - spiega Alberto Prandoni, presidente del comitato dei negozianti di Corso Nizza - , le polemiche sterili non fanno proprio per noi: il coinvolgimento degli esercenti è necessario, in un periodo di generale difficoltà economica come quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo."

La protesta, ancora secondo Prandoni, ha visto unirsi quasi la totalità dei negozianti presenti: "Cosa raramente capitata in passato e simbolo di come la questione sia davvero sentita."

"L'amministrazione Borgna, abbiamo avuto la conferma nei cinque anni passati, si è sempre dimostrata molto aperta e disponibile nei nostri confronti e non abbiamo nulla da recriminare in questo senso - conclude Prandoni - . Il problema emerge, però, quando organizzatori di eventi esterni non si comportano allo stesso modo."

simone giraudi

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