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Politica | sabato 22 luglio 2017, 08:35

Il “caso Costa” pone interrogativi a Cuneo ma ne solleverà ancor più in Provincia

Per il sindaco-presidente Federico Borgna, che aveva trovato nel ministro dimissionario un convinto sponsor nei momenti difficili, si pongono un paio di questioni non banali. In municipio potrebbero riacutizzarsi le tensioni tra “Centro per Cuneo” e Pd, ma è nel Palazzo di corso Nizza che si prospettano le maggiori fibrillazioni

Le dimissioni dal governo di Enrico Costa e il suo ritorno nell’area di centrodestra potrebbero avere ripercussioni in municipio a Cuneo sugli assetti di maggioranza a poco più di un mese dal voto?

Al momento non si registrano dichiarazioni o atti politici che le confermino, tuttavia il quesito non è peregrino visto che i più accorti qualche problema se lo stanno ponendo. Il ministro dimissionario è stato il primo grande sponsor di Federico Borgna, nei giorni in cui la sua ricandidatura non era scontata e il circolo cuneese del Partito Democratico lavorava per farla saltare.

Forte della sua influenza romana e dei suoi buoni uffici con Matteo Renzi (ancora ier l’altro il segretario nazionale del Pd ed ex premier ha avuto parole di stima nei suoi confronti), Enrico Costa aveva concorso a disinnescare la candidatura a sindaco di Patrizia Manassero costringendo, nei fatti, il Pd a prendere atto del “nulla salus extra Borgnam”.

La lista “Centro per Cuneo”, nella quale vi sono parecchi eletti che in lui si riconoscono politicamente, ha quasi pareggiato i consensi col Pd, esprimendo 7 consiglieri comunali, di cui 4 sono diventati assessori. Va da sé che con 11 rappresentanti in municipio il Centro è il maggiore azionista della maggioranza.

L’assessore Davide Dalmasso e la sua famiglia sono a lui strettamente legati da antica affinità liberale e vicina all’ex ministro si dice sia anche la new entry e collega Cristina Clerico.

Cinque i consiglieri che vengono indicati come di stretta osservanza costiana: Luca Pellegrino (capogruppo), Umberto Fino, Vincenzo Pellegrino, Loris Marchisio e Maria Laura Risso.

Ci si dirà che la formazione “Centro per Cuneo” è civica, per cui qualsiasi parallelismo con le vicende della politica nazionale è da ritenersi impropria. Sacrosanto. Si può comunque controdedurre che, nel momento del bisogno, quando arrivò l’assist a Borgna, nessuno ebbe da eccepire. Anzi, fu salutato come benedizione propiziatrice.

Ma la gratitudine in politica, si sa, è la virtù del giorno prima.

Analoga, problematica situazione a Mondovì, città da sempre feudo della famiglia Costa, ma essendosi lì il Pd di Stefano Tarolli smarcato per tempo, il neosindaco Paolo Adriano può, a buon diritto, rivendicare la sua esclusiva “civicità”, almeno sotto il profilo formale.

Per tornare a Cuneo, appare comunque poco probabile che si verifichino terremoti in municipio.

Al più potrebbe accentuarsi lo sciame sismico nella maggioranza con i centristi di nuovo all’attacco, spalleggiati dai Moderati, sul ruolo del vicesindaco.

Le reiterate assenze di Patrizia Manassero dalle riunioni di giunta potrebbero indurli a porre con maggior fermezza, rispetto a quanto fatto finora, il problema del doppio incarico.

Tuttavia, i problemi più seri Borgna se li troverà in Provincia quando, a fine anno, il suo mandato sarà sottoposto a verifica. In quel contesto, le fibrillazioni potrebbero trovare eco più vasta e la magmatica area di centrodestra/centro, che parte da Costa e arriva ad “Insieme”, risultare determinante per la sua riconferma o meno.

Giampaolo Testa

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