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Ad occhi aperti | sabato 05 agosto 2017, 11:39

Johnny Lo Zingaro di nuovo in carcere: è la fine della sua carriera criminale? - Breaking Bad

Sono sempre stato affascinato dalle figure controverse della Storia recente; uomini e donne al limite, capaci nel proprio modo del tutto deprecabile di illuminare le zone d'ombra della struttura che abbiamo scelto per distinguerci dagli animali

"Breaking Bad - Reazioni collaterali" è una serie televisiva americana andata in onda dal 2008 al 2013 per un totale di 5 stagioni e 62 episodi, riscuotendo un ampissimo successo di pubblico e critica a livello mondiale.

La serie racconta della vita di Walter White, professore liceale di chimica con un figlio disabile e in crisi con la moglie, che quando scopre di avere un tumore terminale e incontra l'ex-alunno e spacciatore di bassa lega Jesse Pinkman (fatti che avvengono più o meno nello stesso periodo di tempo), decide di mettersi a cucinare una nuova tipologia di metanfetamina e di venderla per poter assicurare a moglie e figlio un decoroso futuro in sua assenza.

Quella che probabilmente è stata l'ultima avventura di Giuseppe "Johnny Lo Zingaro"  Mastini è durata una ventina di giorni: da quel 30 giugno in cui non si è presentato al lavoro a Cairo Montenotte sino alla mattina di martedì 25 luglio, quando è stato arrestato assieme alla fidanzata Giovanna Truzzi a Taverne d'Arbia, nel senese. Una fuga d'amore, sotto molti aspetti (e come proprio noi di TagatoCn abbiamo titolato), e come detto con ogni probabilità l'ultimo grande "bagno di notorietà" per l'inquilino più celebre del carcere di Fossano: niente più regime di favore, niente più permessi, niente più possibilità di andare a lavorare o anche solo di uscire dal proprio penitenziario di residenza, Mastini è stato infatti trasferito nella struttura di massima sicurezza di Sassari.

Il suono del portone del carcere che si chiude, con ogni probabilità, Johnny non lo sentirà mai più, almeno con significato opposto. E non ci sarà alcuna scena dopo i titoli di coda.Sono sempre stato affascinato dalle figure controverse della Storia recente, che fossero italiane o meno. Criminali incalliti, personalità ribelli e sfaccettate, capaci di muoversi costantemente oltre il confine della legge e della moralità e fore proprio per questo irrimediabilmente conturbanti, anche solo dal punto di vista psicologico: uomini e donne al limite, letteralmente incapaci di sottostare alle comuni regole sociali e quindi ovviamente detestabili (e detestati), ma allo stesso tempo capaci di illuminare le zone d'ombra della struttura che abbiamo scelto per distinguerci dagli animali. In un certo senso, ci ricordano che animali lo siamo sempre e comunque.

Detto questo, come non rimanere ammaliato dalle figure protagoniste di "Breaking Bad"? Soprattutto da Walter White, ovviamente, figura tragica per eccellenza, fautore consapevole del proprio stesso destino, Caronte di se stesso nel viaggio verso la violenza e il dolore: così come Mastini, seppur per ragioni completamente differenti, White è un uomo spezzato apparentemente da qualcuno e da qualcosa ma in definitiva soltanto da se stesso, che si macchia di alcune scelte sbagliate e molto presto di alcuni terribili crimini nel perseguire il proprio ideale di libertà.

Sbagliato, certo. Orribilmente sbagliato e del tutto inaccettabile, siamo d'accordo.

Nonostante tutto l'ultima evasione di Johnny (come qualunque altro fatto di cronaca che ci riporti indietro a personaggi e contesti dimenticati) è capace di ricordarci quanto la Giustizia sia fondamentalmente un concetto personale. E di quanto si abbia tutti bisogno, quindi, di qualcuno disposto a farcelo dimenticare un'altra volta.

simone giraudi

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