/ Saviglianese

Che tempo fa

Cerca nel web

Saviglianese | domenica 06 agosto 2017, 17:21

Il cuneese Monge scrive al ministro Padoan

Una lettera da parte di un consulente disilluso: "lo Stato non salverà le banche per sempre". Vi spieghiamo il perché di questa missiva

Il cuneese Monge scrive al ministro Padoan

"Ho deciso di scrivere al Ministro Padoan dopo avere letto le motivazioni che avevano portato alla decisione di intervenire con gli aiuti di Stato nel dissesto delle banche venete".

Così il consulente Fabrizio Monge spiega il perché della sua missiva al ministro e prosegue:

"Lo scopo della mia lettera era quello di sensibilizzare le istituzioni sull'importanza di pronunciarsi in modo chiaro in merito alle armi che hanno i risparmiatori per proteggersi da queste situazioni.

Le istituzioni preferiscono rassicurare sempre i risparmiatori ad oltranza, pur di rassicurare i mercati e dare stabilità al sistema, anche questa vilta è andata così. A mio avviso è un comportamento pericoloso, che nasconde i rischi sotto al tappeto, invece di spingere le famiglie a proteggere realmente il loro patrimonio, frutto di lavoro e sacrifici.

Chi si occupa di finanza in modo serio sa bene che la "sfera di cristallo" non esiste e che spesso non basta (anche se è utile) studiare i bilanci e i mercati.

Il vero valore aggiunto è dato dalla capacità di correggere gli errori più grossolani nella gestione del patrimonio; per questo ho deciso di lanciare la sfida al Ministro sulla alfabetizzazione finanziaria, o per lo meno di non ostacolarne il corso.

Prendiamo l'esempio delle banche venete: ci sono risparmiatori che hanno perso tutto perché avevano in portafoglio solo obbligazioni di quegli istituti (per di più subordinati) quando sarebbe stato sufficiente avere suddiviso il capitale in studenti diversi, anche senza cambiare il conto corrente. Una soluzione banale, che tuttavia ha salvato dal dissesto quelli che la hanno applicata.

È un problema molto diffuso, i dati della BCE mostrano chiaramente come il patrimonio degli italiani sia molto più esposto al rischio di bail in, rispetto ai nostri vicini Francesi,  Tedeschi e a quelli degli altri paesi dell Euro, ma è una situazione facilmente risolvibile (anche se può essere poco conveniente per il sistema finanziario)

Per ora il Ministro non ha risposto,  ma era in parte previsto, per questo ho scelto la forma della lettera aperta: le lettere aperte si scrivono per l'opinione pubblica, oltre che per i destinatari, ovviamente.

Mi hanno scritto molti risparmiatori, le storie che ho ascoltato sono davvero molto tristi, ed alcune ho deciso di raccontarle. Tuttavia, nel male, mi hanno confermato che proprio l'atteggiamento rassicurante delle istituzioni ha determinato la scelta di non liberarsi dei titoli quando era ancora possibile e in molti casi addirittura di ri acquistarli.

Per questo motivo sto cercando di dare la massima diffusione a questa lettera e alla centralità della alfabetizzazione finanziaria anche tramite convegni ed articoli che scrivo per alcune riviste del settore, una istruzione finanziaria di base è una competenza che non può mancare nel bagaglio del "Buon padre di famiglia" ai giorni nostri e farò il possibile per renderla accessibile a chiunque lo desideri".

La lettera è possibile leggerla sul blog di Monge: www.gestionecapitali.com

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore